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Inquisizione e nuovi ordini religiosi


Nel 1542 fu riorganizzata l'Inquisizione romana, dotata di più ampi poteri e affidata ai cardinali Carafa e Juan de Toledo con competenza per tutta l'Italia e un annesso tribunale supremo, il Santo Uffizio. Procedendo con spietato rigore l'Inquisizione soffocò in Italia le tendenze ereticali che si erano diffuse non solo negli strati sociali superiori ma anche tra il popolo e i loro principali esponenti furono costretti a lasciare il paese. Paolo III si rese conto che, più della sua azione diretta, era efficace quella degli ordini religiosi perciò diede il suo appoggio specialmente agli ordini riformati e ne approvò di nuovi tra i quali quelli femminili delle Angeliche e delle Orsoline. Tuttavia lo strumento più potente ai servizio del papato e del rinnovamento della Chiesa lo trovò nella Compagnia di Gesù, fondata nel 1534 a Parigi da Ignazio da Loyola, il nobile militare basco datosi alla vita ascetica e agli studi teologici. Per il trionfo della Chiesa e la sottomissione e la conversione degli eretici e dei pagani, Ignazio creò con criteri militari un'organizzazione caratterizzata dalla ferrea subordinazione di tutti i membri agli scopi comuni con la rinuncia alla propria individualità e l'obbedienza assoluta ai superiori «come cadaveri». A Roma, dove fissarono la loro sede, i gesuiti si distinsero per la vita di austera penitenza e l'attività assistenziale a favore degli emarginati e degli infermi specialmente nel rigidissimo inverno del 1538. Fondarono un ospizio per catecumeni ebrei e un asilo per le peccatrici redente nella via che ancora si chiama delle Convertite. Avviarono la loro grande opera educativa aprendo una scuola gratuita «di grammatica, di humanità e di dottrina cristiana» in una casetta di certi Aquilani ai piedi del Campidoglio e non lontano dal luogo dove sorgerà la loro casa madre. Paolo III nel 1540 diede la sua approvazione all'ordine e ne favori lo sviluppo facendolo diventare, con l'aggiunta ai tre voti di castità, povertà e obbedienza di un quarto voto di incondizionata obbedienza al capo della Chiesa, l'incrollabile propugnatore dell'assoluta sovranità del pontefice e della sua infallibilità. In breve la compagnia acquistò vasta influenza e, pochi anni dopo l'approvazione, al Concilio di Trento due gesuiti, Diego Lainez e Alfonso Salmeron, affiancarono come teologi della Santa Sede i legati pontifici Giovanni Maria Ciocchi del Monte, Reginaldo Pole e Marcello Cervini.
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