Concetti Chiave
- All'inizio dell'800, la crisi delle potenze europee porta alla fine del colonialismo in America da parte di Francia, Spagna e Portogallo.
- Le rivolte nei territori coloniali, come quella di Haiti nel 1804, segnano l'inizio di un movimento verso l'indipendenza in America Latina.
- La stratificazione sociale nelle colonie è caratterizzata da una gerarchia etnica che vede i bianchi al vertice e i neri e mulatti al fondo.
- Le idee di libertà e uguaglianza, diffuse anche dalla massoneria, ispirano i coloni a cercare l'indipendenza dalla madrepatria.
- La formazione di nuovi stati è ostacolata da rivalità locali, divisioni etniche e la vastità del territorio, portando alla frammentazione della Grande Colombia e alla nascita di stati come Uruguay e Bolivia.
La crisi delle potenze europee
La crisi delle potenze europee all’inizio dell’800, terminata poi con la restaurazione, porta, in pochi anni, anche alla quasi totale fine del colonialismo in America da parte della Francia, del Portogallo e della Spagna. La Francia, infatti, è sconvolta dai recenti avvenimenti politici. La vendita della Louisiana agli Stati Uniti altro non è che una presa d’atto di non essere più in grado di gestire le colonie d’oltreoceano.
Rivolte e indipendenze in America
Nel 1804 scoppia anche una rivolta anti-schiavista ad Haiti. I francesi vengono scacciati dall’isola ed è proclamata l’indipendenza. A capo del governo viene posta una casta militare, che ha condotto la guerriglia contro i francesi.
Stratificazione sociale nelle colonie
Per quanto riguarda la Spagna e il Portogallo, nelle loro colonie si è ormai formata una stratificazione etnica e sociale. Ai vertici si trovano i grandi proprietari delle piantagioni, di razza bianca. Il ceto medio è invece costituito dai piccoli borghesi di razza creola. I creoli erano inizialmente i figli di padre bianco e madre indiana. Successivamente con questo termine vengono indicati i discendenti degli spagnoli e dei portoghesi nati in America. All’ultimo gradino si trovano invece i lavoratori delle piantagioni, di razza nera e mulatta.
Influenza delle idee di libertà
]Gli eventi europei, come pure le notizie relative all’indipendenza degli Stati Uniti, incitano alla libertà anche coloro che si trovano nelle colonie dell’America centrale e meridionale. Tuttavia avverranno in queste colonie solo lievi sommosse, ad opera dei ceti basso e medio.
Portatrice in America delle nuove idee di libertà ed uguaglianza che si diffondono in Europa è la massoneria, ormai affermatasi anche oltre oceano presso i coloni spagnoli. Come è accaduto per i coloni dell’America settentrionale, anche in America meridionale i coloni vorrebbero allontanarsi e rendersi indipendenti dalla madrepatria, anche perché essa non è più da tempo capace di tutelare i loro interessi. Non solo il blocco continentale voluto da Napoleone ha messo a dura prova i loro traffici, ma la destituzione del re Ferdinando VII e la sua sostituzione con un fratello di Napoleone ha reso la Spagna quasi una vassalla della Francia. Tutti questi segni di decadenza spagnola suggeriscono ai coloni che potrebbe essere arrivato il momento di ribellarsi.
Indipendenza e reazioni spagnole
Il primo paese a dichiarare l’indipendenza è il Venezuela, nel 1811, grazie al massone Francisco Miranda.
In seguito sarà il turno di Paraguay, Argentina e Cile. La reazione spagnola è molto dura. Ferdinando VII, tornato sul trono di Spagna dopo la caduta dell’impero napoleonico, manda nuove truppe di rinforzo in America in aiuto dei viceré.
I coloni formano allora due eserciti: uno nei paesi caraibici, con a capo di Simon Bolìvar, ed uno in Argentina, comandato da José de San Martìn. Entrambi gli eserciti registrano numerosi successi. La resistenza spagnola si concentra, nel 1820, in Perù. L’esercito inglese, che spera in un crollo spagnolo per agevolare i propri commerci, viene in aiuto degli insorti. Nel 1821 anche il Perù è indipendente, così come il MESSICO.
La Spagna riesce a conservare solo Cuba e Portorico. Riuscirà anche a riconquistare parte di Haiti, ma dovrà riconoscere l’indipendenza della Repubblica Dominicana. Per quanto riguarda il Portogallo, l’erede al trono Pedro, cresciuto in Brasile, torna in patria dopo la caduta di Napoleone. Da questo momento in poi il Brasile si staccherà sempre più dalla madrepatria.
Formazione di nuovi stati
Bolìvar e San Martìn vorrebbero riunire le ex-colonie in una confederazione, come è accaduto in nord America.
Durante il Congresso di Angostura del 1819 è proclamata dunque la confederazione “Grande Columbia”, che comprende la Columbia, l’Ecuador e il Venezuela. Ma la realtà è che è inevitabile formare stati assi più ridotti. La Spagna aveva infatti già diviso i suoi territori in tre vicereami, e al loro interno si erano formati piccoli stati diversi per etnia e costumi. Inoltre la vastità del territorio, all’interno del quale si trovano grandi aeree spopolate ed isolate, ostacola la nascita di una confederazione.
San Martìn, accortosi delle rivalità fra i leader dell’indipendenza, si ritira a vita privata. Bolìvar, vedendo bocciata la sua iniziativa, fa la stessa cosa qualche anno più tardi.
Caduta l’idea di una confederazione, inizia tra gli stati la lotta per la definizione dei confini. Abbiamo così la formazione di nuovi stati, tra cui l’Uruguay e la Bolivia, la quale si stacca dal Perù. La Grande Colombia si fraziona invece in Colombia, Venezuela ed Ecuador. La stessa cosa si verifica anche in America centrale, dove il Messico resiste appena due anni dopo l’indipendenza, ma poi da esso si staccano gli Stati del Gautemala, El Salvador, Honduras, Nicaragua e Costarica.
Domande da interrogazione
- Quali eventi hanno segnato la fine del colonialismo europeo in America all'inizio dell'800?
- Come era strutturata la società nelle colonie spagnole e portoghesi?
- Qual è stato il ruolo della massoneria nelle lotte per l'indipendenza in America?
- Quali furono le reazioni della Spagna alle dichiarazioni di indipendenza delle colonie?
- Come si è evoluta la situazione politica dopo le dichiarazioni di indipendenza in America?
La crisi delle potenze europee ha portato alla quasi totale fine del colonialismo in America, con la Francia che ha venduto la Louisiana agli Stati Uniti e la rivolta anti-schiavista ad Haiti nel 1804, che ha portato all'indipendenza dell'isola.
Nelle colonie spagnole e portoghesi si era formata una stratificazione sociale, con i grandi proprietari bianchi al vertice, seguiti dai creoli e infine dai lavoratori neri e mulatti, evidenziando le disuguaglianze etniche e sociali.
La massoneria ha diffuso idee di libertà e uguaglianza tra i coloni spagnoli, incoraggiandoli a ribellarsi contro la madrepatria, specialmente dopo la destituzione di Ferdinando VII e l'influenza negativa del blocco continentale di Napoleone.
La Spagna ha reagito duramente, inviando truppe in America per sostenere i viceré, ma nonostante ciò, le colonie come Venezuela, Paraguay, Argentina e Cile hanno continuato a ottenere successi nella loro lotta per l'indipendenza.
Dopo le dichiarazioni di indipendenza, si è assistito alla formazione di nuovi stati, con la Grande Colombia che si frazionava in Colombia, Venezuela ed Ecuador, e la lotta per la definizione dei confini tra gli stati, portando alla creazione di nazioni come l'Uruguay e la Bolivia.