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Gli Incas


Attorno alla metà del XV secolo, nella regione dell’America meridionale attualmente occupata dalla Bolivia, dal Cile e dal Perù, fiorì l’immenso Impero degli Incas ( Figli del Sole). La capitale era la bellissima città di Cuzco, che nella lingua incaica significa ombelico del mondo. Lì risiedeva l’imperatore, venerato come un discendente del dio Sole. Nella gerarchia sociale, sotto l’imperatore stavano i nobili e i funzionari che amministravano le numerose provincie; ultime venivano le comunità dei contadini. Gli Incas erano abili agricoltori e altrettanto esperti costruttori di opere idrauliche per l’irrigazione dei campi. Un’altra attività importante era l’allevamento di lama e alpaca, due animali dai quali si ricava una lana pregiata. Il territorio dell’Impero inca era vastissimo. Per facilitare gli spostamenti da un luogo all’altro gli imperatori avevano fatto costruire un gran numero di strade, spesso costituite da ripidi sentieri tagliati nella roccia delle montagne. Tra il 1533 e il 1536 i conquistatori spagnoli si impadronirono di tutto l’Impero e delle sue immense ricchezze. Nei territori conquistati gli Incas vennero trattati come schiavi e la loro antica civiltà fu quasi completamente cancellata. Ciò è testimoniato da un canto popolare azteco in ricordo della schiavitù che recita: “Gli spagnoli sul bordo delle nostre strade frugano le persone. Cercano oro e giovani per farne dei servi. Alcuni li marcano col fuoco su una guancia. Quando abbassammo i nostri scudi fu segno che eravamo sconfitti e ci fu data per vivere solo una manciata di mais”.
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