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L'Impero degli Incas

Gli Incas fondarono nella regione delle Ande uno degli imperi più vasti dell'età precolombiana, che si estendeva per oltre 4000 km dall'Ecuador settentrionale al Perù, alla Bolivia occidentale e al Cile settentrionale.
Questo impero raggiunse la sua massima fioritura tra il XV e il XVI secolo, un centinaio d'anni prima della conquista spagnola. La capitale era Cuzco, in Perù, situata a 3500 metri d'altezza. La società incaica era caratterizzata da una rigida gerarchia. Al vertice vi era l'inca, l'imperatore, ritenuto immortale in quanto figlio del Sole. L'inca accentrava nelle sue mani tutto il potere, sia pure coadiuvato da un corpo di potenti ispettori, ed era anche il capo supremo dell'esercito. L'impero era comunque diviso in circoscrizioni affidate a governatori, solitamente i capi delle tribù sottomesse, che periodicamente dovevano recarsi nella capitale per giurare fedeltà all'inca.

In caso di rivolta, la popolazione ribelle veniva spostata in aree lontane, e il suo territorio concesso a una popolazione fedele. Ogni imperatore si faceva costruire un proprio palazzo che, dopo la sua morte, diveniva un santuario a lui dedicato; la sua mummia era invece posta nel tempio del Sole. Al di sotto dell'imperatore vi erano la nobiltà maggiore, che esercitava poteri di comando, e la nobiltà minore, con poteri amministrativi e di controllo nelle varie regioni dell'impero. I figli dei nobili venivano educati a Cuzco, dove studiavano la lingua ufficiale, il quechua, la religione, la storia. Gli Incas non conoscevano la scrittura e usavano la tecnica dei quipu (nodi), strumenti mnemonici costituiti da cordicelle con nodi e colori diversi, per indicare soprattutto informazioni numeriche.

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