L'illuminismo in Italia


Le riforme a Napoli, Firenze, Parma e Milano. A Napoli le riforme furono attuate da Carlo III e dal ministro Tanucci. Dette riforme (bonifica, limitazione di privilegi e degli abusi) cessarono sotto Ferdinando IV, che per opera della consorte Maria Carolina d'Austria licenziò il Tanucci e chiamò al governo l'inglese Acton.
A Firenze l'opera riformistica fu attuata da Emanuele Richecourt(concessione della terra ai contadini, abolizione delle dogane e soppressione delle corporazioni medievali= e poscia da Leopoldo I /I limiti delle riforme erano determinati dal fatto che le medesime, essendo legate all'iniziativa di un singolo sovrano o di un singolo ministro, risultarono quasi tutte parziali o furono attuate troppo lentamente( abolizione della pena di morte , soppressione dei diritti feudali, trasformazione del latifondo, vinifica della Maremma)
A Parma grande fu l'adesione alle idee illuministiche, ad opera del francese Guglielmo du Tillot (soppressione dell'esenzione dall'imposta, riduzione della manomorta). Quando Ferdinando di Borbone licenzio il Du tillot, l'edificio riformistico cadde.

A Milano e riforme furono opera di maria Teresa e di Giuseppe II (abolizione dei privilegi,riduzione della manomorta,sviluppo dell'industria tessile,opere di bonifica)
Le riforme negli altri Stati italiani furono poche e discontinue; Venezia,l'oligarchia dominante fece poche riforme. A Genova non si fece alcuna riforma. A Modena fu fatta qualche piccola riforma.

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