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L'illuminismo

Molti storici vedono le origini dell'illuminismo nella comparsa ad Amsterdam di un romanzo epistolare, intitolato, per l'appunto ''Lettere persiane'' scritto da Montesquieu. Nel romanzo, due cittadini persiani in viaggio nella capitale francese, si meravigliarono della società occidentale, ridicolizzando i costumi della monarchia francese ma anche molto modi di pensare della società. Nel romanzo si parla spesso di cosmopolitismo, ossia dell'uomo che è cittadino del mondo. Il romanzo ebbe grande diffusione e avrebbe dato nel 1750, inizio al movimento illuministico.
L'illuminismo fu un vastissimo movimento culturale che, nato in Francia si diffonderà in tutta Europa. Alla base dell'illuminismo c'è la grande fiducia nella ragione. Si pensa che con la ragione si possono migliorare le condizioni di vita dei popoli perché la ragione porterà il progresso. Secondo gli illuministi, dunque, tutto deve essere studiato e analizzato razionalmente, liberi da vincoli religiosi o da credenze superstiziose. Il movimento illuministico è dunque il primo movimento interamente laico della storia nel senso che esso è completamente libero, sganciato dalle regole religiose. Ciò non significa che gli illuministi condannano le religioni, ansi affermano che ogni uomo è libero di professare la religione nella quale crede, ma al tempo stesso affermano che la religione è una cosa, la conoscenza è un'altra e quest'ultima deve andare avanti senza essere condizionata e intralciata dalla religione come era avvenuto nel medioevo. Proprio perché la religione è alla base di tutto e poiché tutti gli uomini sono dotati di ragione, l'illuminismo afferma un altro grande principio ossia che gli uomini siano uguali e tutti hanno diritto alla felicità.

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