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La guerra della Fronda

Durante la guerra dei Trenta Anni, gran parte dell’Europa era stata soggetta a saccheggi e a stragi: nessuno dei governi belligeranti era in grado di pagare regolarmente il proprio esercito per cui i soldati si erano abituati a vivere di rapina a danno del paese attraversato in quel momento. Per avere un quadro preciso della situazione basta leggere i Promessi Sposi, nella parte in cui viene descritto il passaggio dei soldati imperiali attraverso la Lombardia. Di conseguenza ,i vari governi, una volta terminata la guerra, opprimono ancora di più le masse popolari con tasse divenute ormai insopportabili. Ecco perché gli anni della pace di Westfalia sono anni di violenza, di crisi interne, di insurrezioni di masse popolari. Fra le rivolte più importanti abbiamo la guerra della Fronda in Francia.
In Francia, il primo ministro Cardinale Mazarino era molto impopolare a tutte le classi sociali per diversi motivi. Innanzitutto, voci di popolo affermavano che egli fosse sposato segretamente con la reggente Anna d’Austria, vedova di Enrico IV. Inoltre i corrotti e primitivi sistemi fiscali che egli aveva messo in atto per procurarsi i mezzi per finanziare la guerra esasperavano la borghesia e il popolo minuto, cioè gli artigiani e i piccoli borghesi. Inoltre i nobili intendevano approfittare della minore età di Luigi XIII per prendere il potere e non accettavano il governo autoritario di Richelieu prima e di Mazarino dopo. Per questo motivo, all’indomani del trattato di Westfalia, a Parigi esplose la rivolta della Fronda contro Mazarino. La scintilla fu l’arresto del presidente del Parlamento che si era rifiutato di legalizzare la politica fiscale di Mazarino. A questo, il popolo di Parigi rispose con una rivolta, che però fu soffocata con l’intervento del principe Condé, richiamato dall’ Olanda, dove stava combattendo contro gli Spagnoli. Questa prima rivolta si chiama Fronda Parlamentare. Ben presto il principe Condé assunse un atteggiamento talmente tracotante da indurre Mazarino a farlo arrestare a sua volta. Questa volta furono i nobili ad insorgere (Fronda dei Principi) con l’intento di eliminare una volta per sempre il primo ministro tanto odiato. La Fronda dei Principi provocò una guerra civile, con tanti orrori e devastazioni. Tuttavia, anche in questo caso Mazarino ebbe la meglio perché seppe utilizzare a proprio vantaggio le divisioni esistenti all’interno dei ribelli; infatti i giuristi del Parlamento di Parigi non vedevano di buon occhio il popolo che alzava le barriere e quest’ultimo, unitamente al Parlamento, non prova simpatia per la classe aristocratica che lottava soltanto per i propri interessi egoistici. Spente le varie rivolte e rispedito nei Paesi Bassi il principe Condé (che fra l’altro aveva richiesto l’aiuto degli spagnoli) , Mazarino poteva rientrare a Parigi e riprendere il potere con la stessa autorità di prima
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