simohpe di simohpe
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Guerra esterna e guerra civile

La prima questione affrontata dalla Convenzione fu la sorte del re. Molti deputati avevano una posizione incerta: alcuni ritenevano che la decisione doveva essere rimessa nelle mani del popolo, altri richiedevano che il giudizio definitivo fosse deciso dall’intera Convenzione, trasformata in tribunale. Alla fine prevalsero questi ultimi. Il re fu processato dai deputati, condannato a morte e il 21 gennaio 1793 salì sulla ghigliottina.

La ghigliottina fu utilizzata per la “democratizzazione”della pena di morte. Proposta avanzata dal medico Guillotin il quale sosteneva che così non si sarebbe sentito il dolore.

La Convenzione dichiarò guerra anche a Gran Bretagna, Olanda e Spagna: per affrontare questi impegni militari fu decisa una leva di massa, che provocò un grave malcontento nelle campagne, perché mancarono

gli uomini per il lavoro nei campi. Inoltre, i contadini erano delusi dalla rivoluzione, perché non avevano
ottenuto le terre: alla proprietà feudale si era sostituita quella borghese. Si aprì così un fronte interno: l’opposizione fu particolarmente dura nella regione della Vandea, dove la rivolta fu repressa con estrema ferocia dall’esercito repubblicano.

Nelle campagne le donne si schierarono contro la rivoluzione perché legate alle tradizioni e sospette ai tentativi di diminuire il ruolo della religione cattolica e della Chiesa. Le sole donne politicamente attive erano borghesi. Solo nel 1793 fu fondato un club: la società repubblicana rivoluzionaria che poi si divise: quelle che intendevano combattere per la rivoluzione e altre che ritenevano che il ruolo delle madri di famiglia non potesse essere uguale a quello degli uomini.

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