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Il testo unico sulla sicurezza

IL DATORE DI LAVORO

E’ il soggetto titolare del rapporto di

lavoro ovvero il soggetto

responsabile del settore di attività

dei lavoratori

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Il testo unico sulla sicurezza

R.S.P.P.

Persona in possesso di specifici requisiti

professionali che opera in favore del

Datore di lavoro per aiutarlo a svolgere

gli adempimenti previsti dalla norma.

Tale figura è sempre necessaria, può

tuttavia essere svolta dal datore di lavoro

qualora ne abbia i requisiti.

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Il testo unico sulla sicurezza

M.C.

Medico con specifici requisiti professionali

che (qualora sia necessario cioè quando

si è in presenza di rischi per la salute dei

lavoratori), esegue la sorveglianza

sanitaria e collabora col datore di lavoro

nella valutazione dei rischi e nella

individuazione delle misure di

prevenzione e protezione

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Il testo unico sulla sicurezza

R.L.S.

Persona eletta o designata per

rappresentare i lavoratori per quanto

concerne gli aspetti della salute e della

sicurezza sul lavoro

Dura in carica un anno o fino a

revoca

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Il testo unico sulla sicurezza

IL DATORE DI LAVORO

DL DEVE:

DATORE LAVORO

Organizzare la struttura per sicurezza;

Analizzare/valutare tutti i rischi

Programmare il piano di miglioramento della

sicurezza;

Gestire la sicurezza sul lavoro;

Sorvegliare le condotte aziendali in materia

Assicurare formazione, informazione e

addestramento ai vari soggetti .

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Il testo unico sulla sicurezza

QUALI RISCHI? TUTTI!

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Il testo unico sulla sicurezza

Obblighi non delegabili del D.L.

la valutazione dei rischi con

elaborazione di specifico documento

la designazione del RSPP

Il mancato adempimento di tali obblighi

è sanzionato

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Il testo unico sulla sicurezza

Obblighi delegabili del D.L.

Nomina medico competente

Ø Designazione incaricati attuazione misure di emergenza;

Ø Fornitura Dispositivi di protezione individuali (DPI)

Ø Informazione e formazione del personale

Ø Elaborazione del documento di cui all’art 26 (DUVRI)

Ø Consultazione del RLS e consentire allo stesso di verificare

Ø le misure adottate

Convocazione riunione periodica

Ø Vigilare sull’ obbligo di sorveglianza sanitaria

Ø Comunicazioni varie ad INAIL etc

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Il testo unico sulla sicurezza

ORGANI DI VIGILANZA (SANZIONATORI)

A.S.L.

Ø ISPETTORATO PROVINCIALE DEL LAVORO;

Ø VIGILI DEL FUOCO (SOLO PER ANTINCENDIO)

Ø ORGANISMI di SUPPORTO (NON

Sanzionatori)

COMITATO PARITETICO PROVINCIALE

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Il testo unico sulla sicurezza

NEL CASO DI IMPRENDITORI EDILI

TUTTO CIO’ E’ RIFERIBILE AGLI

AMBIENTI DI LAVORO “FISSI”

(MAGAZZINI, DEPOSITI, UFFICI)

SONO ESCLUSI I CANTIERI, POICHE’

QUESTI SONO REGOLAMENTATI DAGLI

ARTICOLI DEL TITOLO IV

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Titolo IV – Cantieri temporanei

INQUADRAMENTO GENERALE

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Titolo IV – Cantieri temporanei

RIFERIMENTI LEGISLATIVI

Capo I - Misure per la salute e

q sicurezza nei cantieri temporanei o

mobili (artt. da 88 a 104)

Capo II - Norme per la prevenzione

q degli infortuni sul lavoro nelle

costruzioni e nei lavori in quota (artt.

105 a 156)

Capo III — Sanzioni — (artt. da 157 a

q 160)

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Titolo IV – Cantieri temporanei

DEFINIZIONI

Cantiere temporaneo o mobile: qualunque luogo in cui si svolgono

• lavori edili o di ingegneria edile (Alleg X°)

Lavoratori autonomi: persona fisica la cui attività professionale

• contribuisce alla realizzazione senza vincolo di subordinazione

Lavoratore volontario o praticante (art 2) sono considerati come

• lavoratori

Committente: soggetto per conto del quale l’opera viene realizzata

• indipendentemente da frazionamenti

Per LL.PP. = Responsabile unico del procedimento

Responsabile dei lavori: Se nominato = soggetto che può essere

• incaricato dal committente

CSP – Coordinatore per la sicurezza durante la progettazione:

• soggetto nominato dal committente o dal RL per esecuzione compiti

art 91.

CSE – Coordinatore per la sicurezza durante la realizzazione

• dell’opera: soggetto nominato dal committente o dal RL per

esecuzione compiti art 92.

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Titolo IV – Cantieri temporanei

LE FIGURE

committente: il soggetto per conto del quale l'intera

opera viene realizzata,

responsabile dei lavori: soggetto che può essere

incaricato dal committente per svolgere i suoi compiti

coordinatore in materia di sicurezza e di salute

durante la progettazione dell'opera, CSP

coordinatore in materia di sicurezza e di salute

durante l’esecuzione dell'opera, CSE

impresa affidataria: impresa titolare del contratto di

appalto con il committente che, nell’esecuzione dell’opera

appaltata, può avvalersi di imprese subappaltatrici o di

lavoratori autonomi

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Titolo IV – Cantieri temporanei

IL COMMITTENTE

RESPONSABILITA’ E DOVERI

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Titolo IV – Cantieri temporanei

IL COMMITTENTE: I DOVERI (1)

Il committente o il responsabile dei lavori, nelle fasi di

progettazione dell’opera, si attiene ai principi e alle

misure generali di tutela, in particolare:

a) al momento delle scelte architettoniche, tecniche ed

organizzative, onde pianificare i vari lavori o fasi di lavoro

che si svolgeranno simultaneamente o successivamente;

b) all'atto della previsione della durata di realizzazione di

questi vari lavori o fasi di lavoro.

Il committente o il responsabile dei lavori, nella fase della

progettazione dell'opera, prende in considerazione il

PSC e il FASCICOLO TECNICO

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Titolo IV – Cantieri temporanei

IL COMMITTENTE: I DOVERI (2)

Nei cantieri in cui è prevista la presenza di più imprese

esecutrici, anche non contemporanea, NOMINA IL

C.S.P. E IL C.S.E.

Il committente o il responsabile dei lavori comunica alle

imprese affidatarie e ai lavoratori autonomi il

nominativo del CSP e del CSE. Tali nominativi sono

indicati nel cartello di cantiere

verifica l'idoneità tecnico-professionale delle imprese

affidatarie

chiede alle imprese esecutrici una dichiarazione

dell'organico medio annuo

chiede alle imprese esecutrici il D.U.R.C.

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Titolo IV – Cantieri temporanei

D.U.R.C.

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Titolo IV – Cantieri temporanei

IDONEITA’ TECNICA DELLE IMPRESE

le imprese esecutrici nonché le imprese affidatarie, ove

utilizzino anche proprio personale, macchine o

attrezzature per l’esecuzione dell’opera appaltata,

dovranno esibire al committente o al responsabile dei lavori

almeno:

iscrizione alla camera di commercio, industria ed artigianato con

a) oggetto sociale inerente alla tipologia dell’appalto

documento di valutazione dei rischi di cui all’articolo 17, comma

b) 1, lettera a) o autocertificazione di cui all’articolo 29, comma 5,

del presente decreto legislativo

documento unico di regolarità contributiva di cui al Decreto

c) Ministeriale 24 ottobre 2007

dichiarazione di non essere oggetto di provvedimenti di

d) sospensione o interdittivi di cui all’art. 14 del presente decreto

legislativo

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Titolo IV – Cantieri temporanei

ISCRIZIONE CAMERA DI COMMERCIO

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Titolo IV – Cantieri temporanei

IDONEITA’ TECNICA LAVORATORI AUTONOMI

I lavoratori autonomi dovranno esibire almeno:

iscrizione alla camera di commercio, industria ed

a) artigianato con oggetto sociale inerente alla tipologia

dell'appalto

specifica documentazione attestante la conformità

b) alle disposizioni di cui al presente decreto legislativo

di macchine, attrezzature e opere provvisionali

elenco dei dispositivi di protezione individuali in

c) dotazione

attestati inerenti la propria formazione e la relativa

d) idoneità sanitaria previsti dal presente decreto

legislativo

documento unico di regolarità contributiva

e) Page 28 Arch. Pierluigi Botta 01/03/2012

Titolo IV – Cantieri temporanei

IL COORDINATORE PER LA SICUREZZA

IN FASE DI PROGETTAZIONE (C.S.P.)

RESPONSABILITA’ E DOVERI

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Titolo IV – Cantieri temporanei

IL C.S.P.: I COMPITI

redige il piano di sicurezza e di

coordinamento P.S.C.

predispone un fascicolo adattato alle

caratteristiche dell’opera. Il fascicolo

è preso in considerazione all'atto di

eventuali lavori successivi sull'opera.

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Titolo IV – Cantieri temporanei

IL COORDINATORE PER LA SICUREZZA

IN FASE DI ESECUZIONE (C.S.E.)

RESPONSABILITA’ E DOVERI

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Titolo IV – Cantieri temporanei

IL C.S.E.: I COMPITI (1)

verifica, con opportune azioni di

coordinamento e controllo, l'applicazione,

da parte delle imprese esecutrici e dei

lavoratori autonomi, delle disposizioni loro

pertinenti contenute nel P.S.C.

verifica l'idoneità del P.O.S., da

considerare come piano complementare

di dettaglio del P.S.C..

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Titolo IV – Cantieri temporanei

IL C.S.E.: I COMPITI (2)

ove previsto, adegua il P.S.C. e il P.OS..

verifica l'idoneità del P.O.S., da conside-

rare come piano complementare di

dettaglio del P.S.C..

organizza tra i datori di lavoro, ivi com-

presi i lavoratori autonomi, la cooperazio-

ne ed il coordinamento delle attività

nonché la loro reciproca informazione

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Titolo IV – Cantieri temporanei

IL C.S.E.: I COMPITI (3)

verifica l'attuazione di quanto previsto negli ac-

cordi tra le parti sociali al fine di realizzare il

coordinamento tra i rappresentanti della sicu-

rezza finalizzato al miglioramento della sicu-

rezza in cantiere.

segnala al committente o al responsabile dei

lavori, previa contestazione scritta alle imprese

e ai lavoratori autonomi interessati, le inosser-

vanze alle disposizioni

sospende, in caso di pericolo grave e imminen-

te, direttamente riscontrato, le singole lavora-

zioni fino alla verifica degli avvenuti adegua-

menti effettuati dalle imprese interessate

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Titolo IV – Cantieri temporanei

DATORE DI LAVORO (D.L.)

“IMPRESARIO”

RESPONSABILITA’ E DOVERI

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Titolo IV – Cantieri temporanei

IL DATORE LAVORO: I COMPITI (1)

adottano le misure conformi alle prescrizioni di cui all' ALLEGATO

XIII; (Arresto sino a due mesi o ammenda da 500 a 2.000 euro il

datore di lavoro e dirigente)

predispongono l'accesso e la recinzione del cantiere con modalità

chiaramente visibili e individuabili; (Arresto sino a due mesi o

ammenda da 500 a 2.000 euro il datore di lavoro e dirigente)

curano la disposizione o l’accatastamento di materiali o attrezzature

in modo da evitarne il crollo o il ribaltamento; (Arresto sino a due

mesi o ammenda da 500 a 2.000 euro il datore di lavoro e dirigente)

curano la protezione dei lavoratori contro le influenze atmosferiche

che possono compromettere la loro sicurezza e la loro salute;

(Arresto sino a due mesi o ammenda da 500 a 2.000 euro il datore di

lavoro e dirigente)

curano le condizioni di rimozione dei materiali pericolosi, previo, se

del caso, coordinamento con il committente o il responsabile dei

lavori; (Arresto sino a due mesi o ammenda da 500 a 2.000 euro il

datore di lavoro e dirigente)

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Titolo IV – Cantieri temporanei

IL DATORE LAVORO: I COMPITI (2)

curano che lo stoccaggio e l'evacuazione dei detriti e delle

macerie avvengano correttamente; (Arresto sino a due

mesi o ammenda da 500 a 2.000 euro il datore di lavoro e

dirigente)

redigono il piano operativo di sicurezza

verifica le condizioni di sicurezza dei lavori affidati e

l’applicazione delle disposizioni e delle prescrizioni del

piano di sicurezza e coordinamento

verificare la congruenza dei piani operativi di sicurezza

(POS) delle imprese esecutrici rispetto al proprio, prima

della trasmissione dei suddetti piani operativi di sicurezza

al coordinatore per l’esecuzione

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Sintesi

La rivoluzione francese



1 - La crisi della monarchia
Nella seconda metà del Settecento la Francia vive una grave emergenza fiscale a causa delle guerre che ha dovuto affrontare. Luigi XVI convoca a Versailles Stati Generali, cioè l’assemblea cetuale francese che comprende i rappresentanti di clero, nobiltà e Terzo Stato, che dovrà decidere la politica fiscale da attuare. Nel frattempo da tutto il regno giungono i cahiers de doleances, i quaderni delle lamentele, in cui si esprimono le richieste e le proteste dei francesi. I lavori degli Stati Generali cominciano il 5 maggio 1789.
L’Assemblea nazionale e il Giuramento della Pallacorda
All’interno degli Stati generali si pone il problema di come votare. Tradizionalmente si votava per ordini, cioè ogni ordine esprime un unico voto e questo favoriva il clero e la nobiltà che in genere erano d’accordo. Il Terzo stato, che era solo ma era composto da un maggior numero di persone, propone che si voti per testa. Il Terzo stato si rende conto che non avrebbe ottenuto questo tipo di votazione e si separa dagli Stati generali. Si riunisce separatamente il 17 giugno dichiarandosi Assemblea nazionale. Ad essa si aggiungono subito alcuni deputati del clero e pochi nobili. Il re fa chiudere con un pretesto la sala in cui si riuniva l’Assemblea che decide di riunirsi in una sala vicina generalmente destinata al gioco della pallacorda. Il 20 giugno i membri dell’Assemblea stipulano il Giuramento della Pallacorda con il quale giurano di non sciogliersi finché non avranno scritto una Costituzione per il Regno di Francia. Il 9 luglio il re ordina a tutti gli altri deputati di unirsi a questa assemblea.
L’assalto alla Bastiglia
Intanto la popolazione vive momenti di grande difficoltà. Il prezzo del pane è cresciuto notevolmente e a Parigi scoppiano vari tumulti. Il 14 luglio uno di questi tumulti assalta la Bastiglia, una vecchia prigione in cui il popolo spera di trovare le armi. Il comandante della Bastiglia viene catturato e decapitato dai rivoltosi. Questo evento è diventato il simbolo della rivoluzione francese e ancora oggi il 14 luglio è festeggiato in tutta la Francia.
La grande paura
Intanto scoppiano disordini anche nelle campagne francesi, segnate da quella che un famoso storico, Lefebvre, ha chiamato “la grande paura”. Tutti hanno paura: i nobili temano che il re abolisca i loro privilegi e che i contadini si rivoltino contro di loro; i contadini temono che i nobili radano al suolo villaggi e case di contadini. In questo clima di paura e disordini i contadini cominciano ad assaltare i castelli dei nobili.
I primi provvedimenti dell’Assemblea nazionale costituente
Per fronteggiare questi disordini viene creata una Guardia Nazionale, formata da corpi armati volontari, che hanno il compito di difendere la Rivoluzione ma anche di mantenere l’ordine. Intanto i membri dell’Assemblea nazionale il 4 agosto aboliscono il sistema feudale.
I 26 agosto l’Assemblea approva la Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino, che sancisce il diritto di ogni uomo alla libertà, alla proprietà, alla sicurezza a alla resistenza all’oppressione. Scompare così la società dei ceti, degli ordini e dei privilegi e nasce la società basata sull’uguaglianza giuridica dei cittadini davanti allo Stato.
Il re inizialmente si rifiuta di ratificare le decisioni dell’Assemblea, ma minacciato da una folla formata prevalentemente da donne mercanti e da membri della guardia nazionale, decide di ratificare sia l’abolizione del sistema feudale che la dichiarazione dei diritti.

2 - Verso la prima costituzione
Destra, sinistra. Giacobini, Foglianti e Cordiglieri
Dalla disposizione dei deputatati dell’Assemblea costituente trae origine il significato politico di destra e sinistra. Infatti sulla sinistra del presidente sedevano i repubblicani e i democratici, sulla destra i moderati e monarchici.
Tra il 1789 e il 1791 si formano club e associazioni che sostengono i vari gruppi presenti nell’Assemblea: il club dei giacobini è democratico e radicale; i foglianti sono di destra moderata; i cordiglieri è il club di sinistra estrema, guidato da importanti personaggi come Marat, Danton e Hébert.
Provvedimenti amministrativi e politica anticlericale
Intanto l’Assemblea alcuni provvedimenti amministrativi: divide la Francia in 83 distretti, a loro volta suddivisi in circondari, abolisce le corti signorili e istituisce i tribunali civili e penali in ogni distretto. Abolisce definitivamente i titoli e i privilegi nobiliari, abolisce le corporazioni ma anche le associazioni di lavoratori, gli scioperi e altre forme di contrattazione collettiva.
Nel novembre 1789 vengono confiscati tutti i beni ecclesiastici che vengono acquisiti dallo stato. L’anno successivo vengono aboliti gli ordini religiosi e si approva la Costituzione civile del Clero che stabilisce che i parroci e i vescovi vengano eletti da assemblee elettorali locali. Tutti gli ecclesiastici devono giurare fedeltà alla costituzione. I preti che si rifiutano vengono chiamati preti refrattari.
La prima costituzione
Finalmente il 3 settembre 1791 arriva la Costituzione, preceduta dalla Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino. Essa trasforma la Francia in una monarchia costituzionale e i poteri sono così distribuiti:
- Il re esercita il potere esecutivo, è a capo dell’esercito e decide la politica estera;
- I ministri rispondono al re del loro operato, non all’assemblea;
- L’assemblea detiene il potere legislativo ed è eletta a suffragio censitario indiretto:

Il re approva la costituzione ma pochi mesi prima travestito da cocchiere aveva tentato la fuga verso l’Austria dove voleva unirsi ad alcuni parenti e aristocratici. Era stato però riconosciuto e costretto a rientrare a Parigi.

3 - La fine della monarchia e l’instaurazione della repubblica.

La guerra contro l’Austria

Paesi come l’Austria e la Prussia sono molto preoccupati per quello che sta accadendo in Francia e più volte dimostrano ostilità dei confronti dei processi rivoluzionari. L’assemblea il 20 aprile 1792 costringe perciò Luigi XVI a dichiarare guerra all’Austria, al fianco della quale si schiera la Prussia. Inizialmente l’esercito francese viene più volte sconfitto e comincia a circolare l’idea che il re stia tradendo il proprio paese.

L’Assalto al Palazzo delle Tuileries, la Convenzione e la Repubblica.

A capo della protesta contro il re si pone un giacobino, Maximilien Robespierre, che propone di abbattere la monarchia e di eleggere a suffragio universale maschile una nuova assemblea legislativa, la Convenzione. I giacobini trovano il sostegno dei sanculotti, piccoli borghesi di orientamento radicale, che il 10 agosto 1792 assaltano il palazzo delle Tuileries dove si trova il re e dove ha sede l’Assemblea legislativa. I giacobini annunciano la Convenzione eletta a suffragio universale maschile che dovrà scrivere la nuova costituzione mentre il re, sospeso dalle sue funzioni, viene imprigionato con tutti i suoi familiari.
Nella nuova Convenzione dominano i girondini, di sinistra moderata, e i giacobini, che ora occupano l’estrema sinistra.
Il 21 settembre 1792 viene abolita la monarchia e proclamata la Repubblica, una e indivisibile.
Il re viene processato per tradimento e condannato a morte. Il 21 gennaio 1793 Luigi XVI viene ghigliottinato.

Intanto continua la guerra con le potenze straniere che sono aumentate. Ad Austria e Prussia si sono aggiunte la Gran Bretagna, la Spagna e le Province Unite. Nelle campagne scoppiano gravi rivolte contadine causate dall’opposizione alla coscrizione militare e alla politica ecclesiastica. Inoltre i prezzi continuano ad aumentare.
Il 31 maggio 1973 i sanculotti assaltano la Convenzione per espellere i girondini, la sinistra moderata, per approvare misure a favore dei più poveri. Il governo e la Convenzione passano così nelle mani dei giacobini e del loro leader, Robespierre.

4 – Il Terrore

I giacobini trasformano nuovamente l’assetto istituzionale del paese. Innanzitutto trasferiscono il potere esecutivo ad un Comitato di salute pubblica, di cui fa parte anche Robespierre, e usano metodi violenti e impositivi per promuovere un nuovo cambiamento sociale ed economico, usando il Terrore come strumento di governo.

I giacobini reprimono con la forza goni forma di dissenso. Un Tribunale rivoluzionario giudica una vasta gamma di reati politici, compreso chi è sospettato di essere contrario alla rivoluzione o di non averla sostenuta con abbastanza convinzione. Si procede ad un altissimo numero di arresti ed esecuzioni (circa 35-40.000 in meno di un anno).

Per assecondare le richieste dei sanculotti il nuovo governo introduce un calmiere generale dei prezzi e dei salari.

I giacobini inoltre radicalizzano l’azione antireligiosa tentando di scristianizzare la cultura e la società sostituendo la religione con il culto dei valori repubblicani. Introducono ad esempio il calendario rivoluzionario, che conta gli anni a partire dal 22 settembre 1792 (giorno successivo alla proclamazione della repubblica) e sostituisce le settimane con delle decadi. Introducono inoltre il culto della Ragione con cui viene consacrata prima Notre-Dame e poi altre chiese parigine.

Per affrontare l’emergenza della guerra viene decretata la coscrizione di massa che porta alla formazione di un esercito di centinaia di migliaia di individui. L’esercito così riorganizzato ottiene degli importanti risultati militiari contro inglesi, spagnoli, sabaudi e austriaci. La più importante vittoria è quella del 26 giugno 1794 ottenuta a Fleurus che allontana i nemici dalla Francia e apre la strada verso il Belgio.

Il paese però è stanco della politica di Terrore giacobina, così varie forze di opposizione organizzano un colpo di stato che viene attuato il 27 luglio 1794. Robespierre a altri capi giacobini vengono arrestati e giustiziati.

5 - Il Direttorio

Dopo la fine del governo giacobino viene scritta una nuova Costituzione, la terza (perché la seconda non è mai entrata in vigore) promulgata il 22 agosto 1795. Essa prevede un Parlamento bicamerale e un governo formato da 5 membri, chiamato Direttorio.

Nuovamente però si fa sentire l’insoddisfazione popolare attraverso insurrezioni e congiure. I sanculotti parigini promuovono due insurrezioni tra aprile e maggio 1795, entrambi repressi nel sangue. Un anno dopo viene scoperta la congiura degli Eguali, coordinata da ex giacobini e guidata da Babeuf, finalizzata ad abolire il Direttorio, abolire la proprietà privata e instaurare una sorta di società comunista.
Tra giugno e luglio 1795 hanno luogo anche le rivolte di alcuni filo-monarchici in Vandea. Nell’ottobre seguente scoppia un’altra rivolta filo-monarchica a Parigi che viene repressa dal giovane generale Napoleone Bonaparte.

L’esercito francese in questo periodo rappresenta una “nazione in armi” perché è in gran parte fatto di cittadini che combattono per difendere la rivoluzione e i suoi ideali. In esso si trova infatti un altissimo numero di volontari.

L’espansionismo repubblicano

Questo esercito cerca di muoversi oltre i confini francesi per conquistare nuovi territori in cui esportare la rivoluzione e la repubblica. Questo avviene tra il 1794 e il 1799. Alcuni territori vengono direttamente annessi alla Repubblica francese e in essi vengono introdotti gli ordinamenti francesi. Nelle terre non annesse si istituiscono delle repubbliche sorelle in cui le istituzioni ricalcano quelle francesi ma sono autonome. L’esercito rivoluzionario occupa gli ex Paesi Bassi austriaci, l’Olanda, la Svizzera e l’intera penisola italiana.

È in questa fase che i generali acquistano un enorme influenza dovuta al legame e al rapporto di stretta fedeltà che riescono a costruire con i loro eserciti. Si questo si basa la loro forza politica. Tra di essi c’è anche un Napoleone appena 26enne.

6 – La conquista dell’Italia

Nel suo impegno antiaustriaco la Francia decide di intensificare gli attacchi su due fronti: sul Reno, in direzione della Germania e in Italia.
La campagna sul Reno non ottiene alcun risultato, mentre la guerra portata avanti in Italia e guidata da Napoleone ottiene risultati incredibili: in circa un anno, tra il 1796 e il 1797 Napoleone ha praticamente conquistato tutta la Penisola. Nell’ottobre 1797 la Francia firma il trattato di Campoformio con l’Austria, attraverso il quale viene riconosciuto il controllo dell’Italia settentrionale alla Francia che però cede gran parte dell’ex repubblica di Venezia all’Austria.
Il Piemonte e la Toscana vengono annessi ai territori francesi mentre nel resto della penisola nascono le “repubbliche sorelle” della Francia: la Repubblica Cisalpina a nord, la Repubblica Romana al posto dello Stato Pontificio e la Repubblica Partenopea.

L’arrivo dei rivoluzionari in Italia viene accolto in modi diversi. Parte della popolazione vede con diffidenza i nuovi arrivati e li considerati nuovi dominatori. Gran parte delle élites intellettuali e le borghesie cittadine sono però felici di accogliere nuovi ordinamenti basati sui principi di libertà e uguaglianza. Il dibattito culturale fiorisce per via della libertà di stampa e vengono presi molti provvedimenti forieri di progresso e civiltà, soprattutto nella Repubblica Cisalpina, come l’equiparazione di donne e uomini nelle eredità, l’introduzione del matrimonio civile, l’abolizione dei diritti feudali.

D’altro canto però queste repubbliche non sono davvero libere ma sono controllate dalla Francia, anche dal punto di vista delle istituzioni politiche, come governi e parlamenti. Questo causa una grande disillusione presso gli stessi sostenitori della rivoluzione.
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