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Girondini e giacobini


I girondini erano i membri di un gruppo politico nato in Francia nell'ottobre del 1791, che partecipava con i propri deputati all'Assemblea legislativa ed alla Convenzione Nazionale, nel corso della rivoluzione francese. Erano così chiamati perché provenienti dal dipartimento della Gironda; facevano inoltre parte della borghesia provinciale proveniente dai grandi porti costieri. Essi miravano al decentramento amministrativo e si confrontarono con il gruppo dei Montagnardi nei primi mesi della Convenzione. All'interno dell'Assemblea questo gruppo assunse un atteggiamento radicale ed anti monarchico, imponendo a Luigi XVI la dichiarazione di guerra alle potenze europee; ma le loro posizioni vennero superate dopo il 1792, dopo questo fatto ebbero vita breve, poiché vennero sciolti nel 1793 in seguito all'insurrezione anti girondina a capo della quale vi era Maximilien de Robespierre, che condannò, durante il periodo del Terrore, a morte molti dei suoi membri. I pochi superstiti tornarono in seno alla Convenzione.

I giacobini erano un club, vale a dire un'associazione politica, che venne fondata a Parigi nel 1789; deve il suo nome alla sede nella quale venne istituita: il convento domenicano di San Giacomo. Lo scopo per cui questa società viene fondata è quello di assumere l'egemonia politica nell'Assemblea Nazionale e dirigere l'opinione pubblica verso la Rivoluzione; proprio per questo motivo vennero ammesse nel club anche personalità che non facevano parte dell'Assemblea. Fu un'associazione che vide molto successo, tanto che il numero dei suoi membri aumentò con velocità, e non ebbe rappresentazione solo Parigi, ma club ad esso ispirati vennero fondati anche in provincia. Il refettorio nel quale il movimento era sorto, divenuto troppo piccolo, venne sostituito da un'ampia biblioteca. Venne stillato un regolamento che sostanzialmente affermava che la società aveva l'intento di essere un punto di riferimento delle altre società situate in provincia e che chiunque vi poteva accedere a patto che fosse fedele alla Costituzione, pronto a difenderla e a sottomettersi ai poteri stabiliti. Colui che voleva essere ammesso doveva essere presentato da tre membri, cinque se era un deputato; la sua ammissione sarebbe stata decisa dalla maggioranza dei soci. Addirittura potevano candidarsi anche associazioni purché le loro linee generali di pensiero concordassero con quelle del club. Il club sopravvisse a fatica alla caduta di Robesierre, e fu definitivamente soppresso dalle autorità nel 1794.
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