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Diritto di voto in Francia


Per quanto riguarda i diritti, i girondini si dimostrano molto democratici, soprattutto riguardo il voto è sul perché i cittadini debbano farlo. Si tratta di un diritto o di una funzione da svolgere? Nel primo caso spetterebbe a tutti (o quasi). Nel secondo invece, soltanto a chi è in grado di farlo. Se serve a selezionariei migliori della classe politica, è inutile che sia una funzione nelle mani di chiunque. Tra i girondini però prevale l’idea di voto come diritto, quindi estendibile a tutti con suffragio universale diretto. Metà dei parlamentari dovranno essere rieletti ogni anno, e si vorrebbe anche che la Costituzione potesse essere modificata spesso e con facilità così che sia sempre al passo coi tempi.
I rapporti girondini-montagna iniziano a precipitare. I secondi accusa i primi di tradimento, nel momento in cui appunto si doveva decidere sulle sorti del Re. La confusione politica diventa estrema, fino a che nel 1794 si ha il Tribunale rivoluzionario. In maggio poi nasce il Comitato di difesa generale, commissione della Convenzione con compiti molto operativi, in sintonia appunto con la valenza esecutiva dell’assemblea. Commissione che diviene Comitato di salute pubblica, a maggioranza girondina, che a seguito di un decreto assume tutto il potere esecutivo, delegato dalla Convenzione a causa del totale disordine. Ma il Comitato non riesce a impedire un’ulteriore insurrezione dei parigini nel maggio 1793, che fa cadere il governo dei girondini a favore dei montagnardi.
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