Mongo95 di Mongo95
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La dinastia inizia con Giacomo I, e rappresenta ancora un periodo di assolutismo monarchico, che parte con uno Stato in cui sono ancora presenti i due parlamenti di Inghilterra e Scozia. Ciò che crea più problemi è però la questione religiosa. Infatti la Riforma aveva seguito percorsi diversi in Inghilterra e Scozia.
Nella prima era stata stabilita la Chiesa anglicana, con al vertice il re, che inizia ad organizzarsi attraverso un sistema gerarchico, con vescovi nominati dal monarca.
Nella seconda c’è una chiesa che segue il modello presbiteriano, cioè con gerarchie che sono frutto di un’organizzazione assembleare che parte dal basso e si sviluppa su vari livelli: i fedeli si riuniscono ed eleggono come “rappresentanti” i presbiteri, che a loro volta si riuniscono in un organismo assembleare più alto, il Presbiterio, che manda propri rappresentanti al Sinodo, l’assemblea generale.

La visione presbiteriana è eminentemente teocratica, accentuando l’importanza della chiesa rispetto al potere temporale. Giacomo, come Re di Scozia, aveva provato già a infiltrare vescovi da lui nominati, ma senza successo. Come Re di Gran Bretagna, e come capo della Chiesa anglicana, la minaccia è ancora più forte. Il rapporto Stato-Chiesa si radicalizza quando si annette l’Irlanda, la cui maggioranza della popolazione è cattolica. Ma il cattolicesimo come religione in sé non è tanto un problema: tantissimi per esempio sono i re protestanti sposati con cattoliche. Carlo I, per esempio. Carlo II addirittura si converte su letto di morte, mentre Giacomo II si converte ancora vivente.
Con Giacomo I le principali forze che si oppongono alla pretesa assolutistica della monarchia sono quasi le stesse: oppositori parlamentari, sostenitori del common law, puritani scozzesi, che nella loro visione teocratica avrebbero voluto volentieri separato Chiesa e Stato, come era prima della Chiesa anglicana. Le occasioni in cui viene convocato il parlamento sono sempre buone per far presente al re quello che magari non vorrebbe sentire. Di sfondo c’è la Guerra dei Tren’anni, partecipata non in prima persona. Giacomo convoca il Parlamento nel 1622, per poi scioglierlo. Gli impone l’abolizione delle leggi enclosures, cioè quelle che limitavano la possibilità dei nobili e proprietari fondiari di recintare grandi territori di propria iniziativa. A parte questo episodio, il Parlamento non si dimostra recalcitrante alle richieste della Corona, come per esempio alla richiesta del 1624 di entrare in guerra con la Spagna.

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