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Prima Costituzione rivoluzionaria


La convocazione degli Stati Generali da parte di Luigi XVI nel 1788, dopo moltissimo tempo di silenzio, è la "miccia" che fa partire il processo che poi condurrà alla Rivoluzione francese, anche se al momento ci si limita ad un riformismo nella istituzioni. I rappresentanti degli Stati generali si riuniscono il 5 maggio 1789 a Versailles. Essendo la prima volta, l’organizzazione è molta e non tutti si presentano in tempo per l’apertura. I lavori iniziano il 17 giungo. Dal 8 luglio si propone il nuovo nome di Assemblea nazionale costituente. Quindi, assemblea originariamente convocata per approvare le imposte e portare contributi e informazione al Re sul territorio, ora si propone una forza apertura rivoluzionaria. Il lavoro durerà due anni, fino all’esaurimento del suo compito, cioè la scrittura della Costituzione, che si avrà il 30 settembre 1791.
Il terzo stato intendeva eliminare la divisione in ordine nei lavori, quindi chiede che la verifica dei poteri sia fatta in modo congiunto. Quindi abolizione dei ceti per lo meno a livello rappresentativo, cercando di recuperare la sua mancanza al momento elettivo, così come l’impossibilità di votare per teste. Gli altri due ordini sono contrari e le discussioni iniziano in un clima teso, in cui ciascun ordine lavora per conto proprio.
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