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Il periodo del terrore

Nel 1794 la situazione si complica ulteriormente. È il periodo del Terrore, iniziato già dal settembre 1793, quando iniziano a chiarire le vere intenzioni di Robespierre. Era un montagnardo con il favore dei sanculotti, che sempre era riuscito a tenere a freno l'estremismo, quindi era anche visto bene dai giacobini della borghesia cittadina e rurale. Poi però inizia a prendere una posizione precisa, con provvedimenti che preoccupano la borghesia. Nel settembre 1893 c’è la “legge dei sospetti”, che considerava indiziati e da arrestare tutti coloro che risultavano sospetti agli occhi della rivoluzione e dei suoi agenti. Chiaramente nobili, funzionari destituiti dal loro incarico, militari sospettati di tradimento, emigrati, preti refrattari. Le disposizioni di questa legge vengono rafforzate “spiegate” da un decreto “interpretativo” della Comune di Parigi dell’ottobre 1793, che appunto chiarisce chi deve essere sospettato: coloro che non hanno hanno fatto nulla contro la libertà, ma nemmeno nulla a sua favore. Nel marzo 1794 la Convezione approva un decreto che istituisce dei Comitati popolari incaricati di giudicare i detenuti, andando a sostituire il Tribunale rivoluzionario e annullando ogni garanzia per l’accusato. Nel giungo 1794 si ha una legge con cui gli accusati vengono privati del diritto di difesa e appello. Il sistema giudiziario è sostituito dalla giustizia sommaria.

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