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La Francia dopo la pace di Nimega

La pace di Nimega che, firmata nel 1678, metteva fine alla guerra d’Olanda, consacrò il trionfo della Francia di Luigi XIV. Le potenze europee che avrebbero potuto contrastare la Francia erano in crisi: infatti
1) il re di Spagna, Carlo II, era fragile e cagionevole di salute e a capo di un regno in completa rovina;
2) Leopoldo I d’Austria era occupato a vigilare le mosse della Turchia lungo il Danubio;
3) il re d’Inghilterra, Carlo II, doveva la sua autonomia finanziaria ai finanziamenti francesi e intendeva certamente opporsi a Luigi XIV.
Luigi XIV si comportava da monarca prepotente e ai suoi atti di sopraffazione nessuno osava opporsi. Addirittura, egli arrivò a costituire un apposito organo, chiamato Camera di riunione, formate da giuristi, il cui scopo era quello di individuare dei pretesti legali finalizzati a nuove annessioni. In questo modo molte città dell’ Alsazia, della Lorena e del Lussemburgo, compreso Strasburgo, fino ad allora città libera, furono annesse alla Francia.
Nel 1682, si formò la Lega dell’ Aia di cui facevano parte l’Olanda, la Svezia, la Spagna e l’Impero asburgico con lo scopo di frenare le mire francesi; tuttavia, l’impero asburgico ben presto si disinteressò delle questioni europee e firmò la Tregua di Ratisbona (1684). La Francia continuò, allora, le sue mire espansionistiche non solo in direzione della Germania ma anche verso l’ Italia. Infatti, in aggiunta alla fortezza di Pinerolo, essa ottenne il possesso di Casale Monferrato ed attaccò la Repubblica di Genova, rimasta fedele alla Spagna, bombardando la città per dieci giorni. Dopo l’episodio di Genova, le navi francesi spadroneggiavano nel Mediterraneo ed anche il papa Innocenzo XI si sottopose, umiliandosi, davanti alla tracotanza francese, quando esso fu costretto a porgere le proprie scuse a Luigi XIV per il fatto che una sua guardia pontificia era stata colpita a sangue dall’ambasciatore francese per un incidente di etichetta. La reggia di Versailles era vista come il centro dell’ Europa; la lingua francese diventò la lingua della cultura e della diplomazia l’arte, la moda e la letteratura francese dettavano legge ovunque ed avevano un solo scopo: glorificare la grandezza di Luigi XIV.
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