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La Costituzione girondina


Inizialmente viene incaricato un Comitato della Costituzione, con molti rivoluzionari della prima ora, come Condorcet. O anche l’abate Sieyès, eletto nel terzo stato, che da sempre voleva un’istituzione che o controllasse l’assemblea, oppure affermasse la superiorità della Costituzione rispetto alla legge. Principio che già era stato negato nel momento di passaggio da Assemblea a Convenzione. C’è Thomas Paine, inglese autore di Rights of man, affermava la non superiorità dei nobili rispetto alla gente comune, che gode di diritti naturali che non possono essere privati da alcun potere. C’è anche Hérault de Séchelles.
Il progetto di costituzione girondino, se attuato, avrebbe fatto sì che non ci sarebbe stata nessuna svolta autoritaria nella rivoluzione. Era prevista una Repubblica una e indivisibile, con unità del potere legislativo e esecutivo. Assemblea che doveva essere mutata di frequente nel proprio personale, riconoscendo però anche l’esigenza di qualcuno che incarnasse il potere esecutivo. Quindi un Consiglio esecutivo della Repubblica, che però non è un esecutivo autonomo, ma la “mano” con cui i legislatori agiscono, un organo del legislativo. I suoi membri sono “agenti” del corpo legislativo, in un organo collegiale. Ma ciò contrasta con la necessità di essere “mano del legislatore”, dato che un collegio, prima o poi, si identificherà in quanto tale, maturando propria volontà politica e delegherà a qualcuno la su direzione.
Grande importanza la si sarebbe data ai Dipartimenti, sopprimendo i Distretti e istituendo i Grandi comuni. Quindi un livello primario in questi ultimi, e un livello statale nelle istituzioni centrali, con il collegamento Stato-periferia garantito soltanto dai Dipartimenti. I montagnardi vorrebbero volentieri eliminare questo termine, perché nei Dipartimenti erano stati eletti molti deputati girondini, ma erano anche dei centri di potere nel Paese. Montagnardi che invece sostenevano la prerogativa della Comune di Parigi come nucleo del loro potere politico, dualiticamente alternativo alla Convenzione, ma ora minacciata dai Grandi comuni. Il progetto girondino è accusato di essere federalista, privando di forza il centro del potere rivoluzionario.
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