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Brienne e le Assemblee provinciali

Brienne, il successore di Calonne come Controllore, istituirà per la prima volta le Assemblee provinciali, con un editto regio del 26 giungo 1787. Esse vengono però soltanto istituite in quei territori dove non esistevano Stati provinciali e quindi nessuna procedura per il prelievo delle tasse (pays d’election), per via dell’opposizione dei Parlamenti provinciali, che vi vedevano un possibile contendente nel monopolio della difesa degli interessi del Paese. Ma rimane la distinzione in ceti. Per lo meno si propone che i rappresentanti del terzo stato vengano raddoppiati, per meglio rappresentare l’enorme popolazione. La convocazione delle nuove assemblee viene prorogata, ma nel 1788 si hanno nuovamente gli Stati generali. Infatti il Re, dopo aver licenziato Brienne, intendeva imporre una tasso di bollo, ma aveva l’opposizione del Parlamento di Parigi, che rifiuta prima di registrarla e poi anche di farlo dopo il letto di giustizia (dove si rifiuta anche un prestito di 120milioni di franchi), perché riteneva fosse un compito che spettasse agli Stati generali. Luigi XVI risponde con un ordine di incarcerazione per alcuni magistrati e si emanano delle leggi che tolgono al Parlamento di Parigi il potere di ratifica degli editti regi, competenza trasferita ad una Corte di Giustizia composta da principi e amministratori della corona, uomini di corte.

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