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Dopo aver accentrato il potere esecutivo e quello legislativo nelle proprie mani con il colpo di stato del 1851 Luigi Napoleone Bonaparte fu proclamato imperatore come Napoleone III. Egli promosse la modernizzazione del paese attraverso la costruzione di infrastrutture e favorendo il progresso tecnico e scientifico. In politica estera Napoleone III adottò una posizione interventista. (La fine dell’alleanza con la Chiesa conseguente all’appoggio fornito al Piemonte nel 1858 ai danni dello Stato pontificio spinse Napoleone III a inaugurare una fase liberale con concessioni alle forze democratiche e operaie.) La sconfitta dell’esercito a Sedan nel 1870, che pose fine alla guerra franco-prussiana, con il conseguente arresto dell’imperatore e la firma del nuovo primo ministro Thiers del trattato di pace con la Germania provocò la rivolta francese; venne costituito il governo di estrema sinistra della Comune di Parigi con ideologia socialista che stabiliva una democrazia diretta in cui fu eliminata la distinzione tra potere esecutivo e legislativo attribuiti alle assemblee popolari. Nel maggio 1871 le truppe governative occuparono Parigi ponendo fine alla Comune massacrando circa 20000 persone. Nasce così la Terza Repubblica Francese.

Nel 1875 una nuova Costituzione Francese prevede la Repubblica, una Camera elettiva a suffragio universale maschile, un Senato elettivo e un Presidente con forti poteri, eletto dalla Camera e dal Senato. La repubblica francese si trovò ad affrontare la tenace opposizione dei monarchici. Venne varata la riforma della scuola che venne resa obbligatoria laica e gratuita, vennero promulgate leggi sul divorzio e sulla laicità dello stato. (Tentativo di colpo di Stato attuato dal generale Boulanger.) In politica estera la Francia, desiderosa di riguadagnare uno status di grande potenza, occupò nel 1881 la Tunisia e in seguito alcuni territori dell’Indocina.

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