Concetti Chiave
- Nel 1700, la società francese era agricola e divisa in tre ordini: nobiltà, clero e Terzo Stato, quest'ultimo privo di privilegi e composto per l'80% da contadini.
- Nel 1788, Luigi XVI convocò gli Stati Generali per affrontare la crisi politica, ma la nobiltà rifiutò di rinunciare ai propri privilegi, spingendo la borghesia a prendere iniziative politiche.
- Il 17 giugno 1789, il Terzo Stato proclamò l'Assemblea Nazionale, dichiarando di rappresentare la nazione e impegnandosi per una nuova costituzione.
- L'assalto alla Bastiglia del 14 luglio 1789 rappresentò una ribellione contro il re, contribuendo all'abolizione dei privilegi e alla fine dell'Ancien Régime.
- La costituzione del 1791, pur affermando l'uguaglianza, conteneva contraddizioni come l'accettazione della schiavitù nelle colonie e l'esclusione delle donne dai diritti civili.
Indice
Qual è la società francese del 1700?
La Francia nel 1700 era uno stato prevalentemente agricolo: l’80% dei cittadini erano contadini. La società francese, tuttavia, era chiusa e bloccata, divisa in tre ordini o “Stati”. Non esistevano istituzioni governative pubbliche, il potere era nelle mani del sovrano assoluto (l’Assemblea degli Stati Generali non veniva convocata dal 1614). La divisione non era solamente a livello statale, ma anche interno ai diversi ordini: ad esempio nel Terzo Stato vi erano mercanti molto più ricchi dei contadini.
Privilegi
Nobiltà - Non paga le imposte sulle proprietà (derivante da un diritto feudale);
- I beni possono essere trasmessi per eredità ai primogeniti;
- I secondogeniti hanno accesso alle più alte cariche del clero e dell’esercito;
- Diritto bannale: i nobili possono chiedere tributi agli abitanti dei loro territori;
Clero - Non paga le imposte sulle proprietà (possiede il 10 % dei terrenti francesi);
- Può riscuotere la decima dai cittadini;
Terzo Stato - Non ha privilegi.
Convocazione degli Stati Generali
Nel 1788 il re Luigi XVI, che non seppe fronteggiare la crisi politica francese, convocò gli Stati Generali per approvare una radicale riforma fiscale. La nobiltà rifiutò di abbandonare i privilegi e la situazione sfuggì di mano: l’iniziativa politica passò nelle mani della borghesia, che raccoglieva gli esponenti più colti e ricchi del Terzo Stato.
Comprendeva il 98% della popolazione francese: contadini, piccola borghesia, mercanti, alta borghesia… ecc. Era l’unica classe sociale che garantiva il mantenimento dello Stato grazie alle sue imposte. L’odio verso le classi privilegiate era alto e nel 1788 Luigi XVI accolse la proposta di aumentare i rappresentati del Terzo Stato all’assemblea.
L’Assemblea degli Stati Generali
Assemblea Nazionale e Bastiglia
L’Assemblea venne convocata da Luigi XVI nel 1789 ed era formata da 1139 deputati (600 del Terzo Stato). Questa superiorità era insignificante visto che il voto avveniva per ordine e non per individuo: ogni Stato aveva un voto, cosa che non favoriva il Terzo Stato. Il 17 giugno del 1789 i rappresentanti del Terzo Stato dichiararono che solo loro rappresentavano lo Stato francese e istituirono l’Assemblea Nazionale riunitasi il 20 giugno nella sala della pallacorda, impegnandosi a combattere fino a che la Francia non avrebbe avuto una nuova costituzione.
Durante i vari disordini parigini, il 14 luglio 1789 la popolazione urbana assaltò la Bastiglia, fortezza-prigione dove venivano rinchiusi i nemici del re. La causa di tutto ciò fu l’aumento del prezzo del pane e la minaccia della milizia inviata dal re per ripristinare l’ordine nella capitale.
Abolizione dei privilegi e nuova costituzione
Il caos non regnava solo a Parigi, ma anche nelle campagne: per paura di un incursione del re e di una congiura nobiliare, i contadini iniziarono ad assalire i castelli dei nobili e bruciare tutti gli archivi. Il 4 e 5 agosto 1789 l’Assemblea nazionale abolì tutti i diritti sulle persone, le decime e i diritti reali sulle cose. In questo modo terminò l’Ancien Régime, cancellando la società trinitaria basata sui privilegi.
L’Assemblea nazionale stilò come primo articolo della costituzione la “Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino”. In questo documento si affermava l’uguaglianza giuridica e civile di tutti i cittadini: non vi erano più privilegi, tutti potevano accedere alle cariche statali. Tutto il testo era basato sulla filosofia di Locke, anche il diritto alla resistenza e alla ribellione. Il re fu obbligato a risiedere a Parigi e tutte le terre del clero furono confiscati e divennero statali per risanare il debito economico. Inoltre, tutti gli ecclesiastici dovevano giurare fedeltà alla “Costituzione civile del clero”, cosa che trovò l’opposizione del Papa.
Contraddizioni della costituzione del 1791
La costituzione del 1791 prevedeva: la concezione ascendente del potere, la divisione dei poteri (Legislativo alla Camera, Esecutivo al re e al Governo, Giudiziario ad un corpo di magistrati), l’uguaglianza dei cittadini di fronte allo Stato. Tuttavia, presentava anche alcune contraddizioni con i pensieri rivoluzionari: la schiavitù era accettata nella colonie, il suffragio era censitario, le donne erano esclude dai diritti civili. Molti si opposero, riunendosi in associazioni politiche.
M. Robespierre “Società degli amici della Costituzione” (giacobini).
G. Danton e JP. Marat “Società dei diritti dell’uomo e del cittadino” (cordiglieri).
O. de Gouges “Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina”.
Domande da interrogazione
- Qual era la struttura sociale della Francia nel 1700?
- Perché Luigi XVI convocò gli Stati Generali nel 1788?
- Cosa accadde il 14 luglio 1789 a Parigi?
- Quali furono le principali riforme introdotte dall'Assemblea Nazionale nel 1789?
- Quali contraddizioni presentava la costituzione del 1791?
La Francia del 1700 era divisa in tre ordini: nobiltà, clero e Terzo Stato, con quest'ultimo che rappresentava il 98% della popolazione e non godeva di privilegi, mentre nobili e clero erano esenti da imposte e detenevano diritti feudali.
Luigi XVI convocò gli Stati Generali per affrontare una crisi politica e approvare una riforma fiscale, ma la nobiltà rifiutò di rinunciare ai propri privilegi, portando alla crescente influenza della borghesia.
Il 14 luglio 1789, la popolazione di Parigi assaltò la Bastiglia, simbolo dell'oppressione, in risposta all'aumento del prezzo del pane e alla minaccia della milizia del re, segnando un momento cruciale della Rivoluzione francese.
L'Assemblea Nazionale abolì i privilegi feudali e le decime, ponendo fine all'Ancien Régime e introducendo la "Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino", che affermava l'uguaglianza giuridica di tutti i cittadini.
La costituzione del 1791, pur affermando l'uguaglianza dei cittadini, accettava la schiavitù nelle colonie, prevedeva un suffragio censitario e escludeva le donne dai diritti civili, suscitando opposizioni tra vari gruppi politici.