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-L’Esercito Francese e la Guerra nella fine del XVIII secolo-

Viste le condizioni d’instabilità politica portate dalla Rivoluzione, l’Esercito iniziò ad assumere un grande valore proprio nella politica francese stessa.
Tra il 1791 e il 1799 l’Esercito Francese venne completamente riorganizzato.
Nel 1793 il Parlamento approvò una legge che introduceva la Leva Obbligatoria; quindi erano due i possibili metodi di arruolamento: il reclutamento forzato (Leva Obbligatoria) e quello volontario.
Queste truppe “rivoluzionarie” però, nonostante combattessero per evitare che venisse restaurato l’ancien régime, si davano solitamente al saccheggio, che consideravano legittimo se effettuato al di fuori del suolo Francese, ma veniva praticato anche nella stessa Francia; inoltre tra i soldati, visti il metodo di reclutamento forzato, si diffuse un certo malcontento, poiché dei giovani venivano strappati dalle loro famiglie per combattere delle guerre, delle quale magari non conoscevano nemmeno i motivi.

Comunque questo nuovo Esercito Francese portò la Francia ad espandere i propri confini e a riuscire a difendersi ottimamente dagli attacchi nemici.
Tra il 1794 e il 1799 la Francia occupò vari territori, come i Paesi Bassi Austriaci, l’Olanda, la Svizzera e la Penisola Italiana.
Tra i protagonisti di queste nuove conquiste, spicca su tutti il generale Napoleone Bonaparte.

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