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Elisabetta I


Elisabetta I governerà fino al 1603 (ha un regno lunghissimo, quasi cinquant'anni) e in forma della sua lunga politica l’Inghilterra, mentre con Edoardo VI e Maria Tudor aveva avuto riforme di breve respiro, risente molto delle scelte prese.

Figlia di Anna Bolena, una volta salita al trono è costretta a far tornare l’Inghilterra al protestantesimo, perché è quella religione l’unico motivo d’essere della sua stessa successione (se fosse cattolica non sarebbe sul trono). Tuttavia, sullo stampo di Edoardo VI, nei primi anni di regno le sue scelte sono molto moderato: c’è una Chiesa anglicana all'interno della quale si possono riconoscere, seppur con qualche limitazione o compromesso, sia cattolici che calvinisti. A Elisabetta non interessano le questioni teologiche, ma unicamente l’essere a capo della Chiesa, il garantire la legittimità, la stabilità del proprio governo e il consentire la pacificazione religiosa del paese.

Tuttavia, le minacce di successione portate dai paesi cattolici e soprattutto dalla Spagna fanno sì che Elisabetta si impegni, sul piano internazionale, per sostenere i protestanti: essa finanzia e sostiene con contingenti militari sia gli Ugonotti in Francia, sia i rivoltosi nei Paesi Bassi.

L’altra linea di sviluppo che prende piede sotto il suo regno, comunque già emersa nell'Inghilterra del ‘500 e che va rafforzandosi, è lo sviluppo mercantile e marittimo del paese. Le prime forme di colonizzazione degli Inglesi, che finora non sono ancora emersi come una significativa potenza coloniale, nel Nord America avvengono sotto il regno di Elisabetta, che le finanzia: la prima colonia inglese nord americana è la Virginia, in onore di Elisabetta I che non si era sposata, che viene costituita negli anni ’80 del ‘500 da uno dei suoi ammiragli preferiti, Sr. Walter Raleigh, il quale intreccerà anche rapporti amorosi con la regina.

Elisabetta I dà precisi incarichi ai suoi ammiragli affinché commercino con le colonie spagnole in Sud America, cosa finora vietata, e soprattutto diano la caccia ai galeoni spagnoli, depredandoli, che ogni anno portavano metalli preziosi dall'America alla Spagna. Si trattava di una sorta di guerra non dichiarata, ma reale, condotta dall'Inghilterra contro la Spagna. I mercanti inglesi acquistano quindi, progressivamente, peso sul Mediterraneo, sostituendosi ai mercanti veneziani e spagnoli come intermediari commerciali; essi fanno scalo soprattutto nel porto di Livorno e da lì comprano merci orientali portandoli in numerosi porti del Mediterraneo.

La presenza degli Inglesi a Livorno a lasciato il segno per secoli: fra i centri editoriali italiani, spesso le opere più interessanti erano stampate a Livorno, come Dei delitti e delle pene; la presenza inglese fa dunque di Livorno un luogo dove c’è uno scambio di culture e di idee più vivace e meno controllato, le autorità non hanno interesse a limitare la libertà dei livornesi perché la presenza inglese è troppo importante dal punto di vista economico per essere messa in discussione.

L’importanza della politica commerciale e navale dell’Inghilterra in età elisabettiana è così evidente che la regina, nel pieno del suo regno, si fa ritrarre con sullo sfondo, visibili da una finestra aperta, non le campagne inglesi ma una flotta navale: quello è volutamente il lascito politico del suo regno.

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