pexolo di pexolo
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Quando, alla morte di Rodolfo II, gli succede Mattia II, questi riprende le redini del controllo religioso e impone nuovamente una politica controriformistica più austera. In particolar modo, viene ritirata la libertà di culto e vengono contestate delle norme in base alle quali, ad esempio a Praga, erano state costruite delle Chiese calviniste: Mattia II decide di farle abbattere.

Questo dissidio sulla presenza di luoghi di culto calvinisti si inasprisce ancor più quando l’imperatore, che non aveva figli, designa come proprio erede un parente, Ferdinando di Stiria, anch'egli fortemente legato alla formazione controriformistica.

Le decisioni di repressione del Calvinismo assunte da Mattia come imperatore e da Ferdinando di Stiria come re di Boemia, il titolo che assumevano i candidati alla successione imperiale, fanno sì che nel 1618 si trovi il casus belli: i rappresentanti della città di Praga buttano dalla finestra dei rappresentanti dell’imperatore mandati in città per far rispettare le norme sulla libertà di culto (e quindi, sostanzialmente, vietare la libertà di culto ai Calvinisti).

I delegati imperiali buttati dalla finestra del castello di Praga non si fanno neppure male: mentre da parte cattolica si dice siano stati miracolati perché caduti su un cumulo di rifiuti che ha attenuato l’impatto, da parte protestante viene sottolineati che i rifiuti sui quali erano caduti erano pur sempre letame e che quindi erano stati salvati dal letame.

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