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Il crollo della Borsa di Wall Street e la crisi del 1929


Già dal 1928 si era creato un meccanismo di lucro su azioni rivendute in tempi brevi, i cui profitti tuttavia non rispecchiavano valori legati all’economia reale, poiché la crescita del mercato borsistico era inferiore a quella della produzione.
Il 24 ottobre 1929 la borsa di New York (Wall Street) crollò, dimezzando il valore dei maggiori titoli.
Da questo momento in poi, l’economia è stata caratterizzata da un crollo del sistema bancario e dal fallimento di molti importanti istituti di credito, poiché i risparmiatori corsero a ritirare i propri depositi, per paura di perdere tutto. Inoltre in pochissimo tempo, si dimezzò la produzione industriale e, di conseguenza, i prezzi dei suoi prodotti, mentre il calo della produzione agricola ha reso insufficiente l’approvvigionamento delle città.
La crisi, che durò sino agli anni Trenta (1932-33), ha portato gravi conseguenze: quali ad esempio, una massiccia disoccupazione. Inoltre, la crisi si diramò negli altri Paesi ed ebbe proporzioni mondiali, accentuando la disparità tra paesi centrali e periferici, infatti la sua entità fu lieve in paesi come Francia e Gran Bretagna e devastante in Argentina e Brasile.
Una vera ripresa dell’assetto economico mondiale si avrà soltanto dopo la Seconda Guerra Mondiale.

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