L'età della Controriforma: eventi storici, situazione politico-economica


La Controriforma, o Riforma cattolica, si fa convenzionalmente iniziare dalla conclusione del Concilio di Trento, durato dal 1542 al 1563 e indetto da papa Paolo III: il concilio si propose di riaffermare l’autorità della Chiesa cattolica, come esclusiva depositaria della fede, e del Papa, come colui che rappresenta la legge divina in terra e che ha quindi un potere indiscutibile. Era indispensabile per la Chiesa recuperare la propria autorità in seguito alla Riforma protestante, che aveva messo in discussione il suo ruolo di mediatrice tra Dio e i fedeli, e predicava un rapporto diretto tra il fedele e la Bibbia ; inoltre affermava la giustificazione mediante la sola fede, cioè che la fede doveva essere considerato l’unico strumento di salvezza, e non la compravendita delle indulgenze o le opere di carità . Convenzionalmente si è scelto come inizio della Riforma protestante l’anno 1517, quando il monaco tedesco Lutero appose 95 tesi che esprimevano le sue idee davanti alla porta della cattedrale di Wittemberg; la sterzata del concilio di Trento arriva quindi 25 anni dopo, perché il papa e l’imperatore cercavano di conciliare le proprie esigenze: il primo intendeva organizzare il concilio quando il protestantesimo doveva già essere considerato un’eresia, mentre il secondo voleva affrettarlo per assicurare la pace religiosa in Germania.
L’istituzione politica, rappresentata in massimo grado dall’imperatore (Carlo V e poi suo figlio Filippo II a partire dal 1556) e poi dai vari principi e signori, tende ad allearsi al potere ecclesiastico, con lo scopo di creare una coesa e indistruttibile istituzione di potere. La C. quindi non intende dirigere soltanto l’ideologia religiosa, ma avere ripercussioni in campo politico, sociale, economico, e soprattutto, nel pensiero comune. Le armi del dominio del pensiero che la C. mette in campo sono principalmente queste : il Tribunale d’Inquisizione, reintrodotto dallo stesso papa Paolo III e la Commissione dell’ Indice dei Libri proibiti, introdotta da papa Paolo IV nel 1559; il primo aveva la funzione di scovare e processare gli eretici, e la seconda quella di censurare le opere eretiche o in qualche modo contrastanti con l’ideologia controriformista. I casi letterari più famosi vittime della censura o di una “rassettatura” furono il Principe di Machiavelli, il Decamerone di Boccaccio, la Monarchia di Dante, (questa in particolare ebbe la prima stampa a Basilea) e addirittura alcune rime del Petrarca, considerate talvolta titubanti nei confronti della salvezza religiosa. E’ facile intuire che lo scopo più profondo dalla C. era esercitare un controllo costante sul pensiero comune e anche per questo andava a braccetto con il potere laico. In Italia in particolare si vive un periodo di forte conservatorismo, che riceve una spinta dalla pace di Cateau-Cambresis (1559) che afferma definitivamente il dominio spagnolo in Italia : si vive quindi il forte assolutismo della monarchia spagnola e la sua arretratezza in campo economico, dove si rileva quasi un ritorno al feudalesimo; anche da questi aspetti si può comprendere perché la riforma luterana ha avuto più successo nei paesi del nord-Europa, più aperti ad accogliere nuove idee e avviati verso un’economia pre-capitalista, piuttosto che nei paesi mediterranei, che hanno preferito rimanere sulle proprie posizioni, o tornare addirittura nel passato.
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