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Concilio di Trento - Confessionalizzazione e disciplinamento


Anche dalla professio fidei emerge il pressante controllo da tutti i punti di vista sulla società, chiamato ‘confessionalizzazione’: la società assumeva dei tratti dettati dalla scelta confessionale operata in quel territorio. Tale confessionalizzazione assume la forma del disciplinamento, per cui si impongono alle popolazioni delle regole anche preesistenti, ma il cui rispetto non era perseguito con costanza ed osservanza dalle società laiche ed ecclesiastiche. Dopo il Concilio di Trento, ad esempio, si può essere denunciati se qualcuno ci sente bestemmiare in pubblico. Con la confessionalizzazione tutte le confessioni europee si sclerotizzano, cioè trovano una formulazione ufficiale del proprio credo e a quella si attengono rigidamente: lo fa la Chiesa cattolica con la professio fidei, i luterani che divengono progressivamente più rigidi nell’adozione della Confessio Augustana (1530), lo fanno i calvinisti di Ginevra, in cui la disavventura di Michele Serveto convince tutti che non è più possibile, dagli anni ’50, un libero dibattito sulle questioni teologiche. La vicenda di Serveto dimostra come l’irrigidimento dottrinale non sia solo cattolico, ma investa tutte le professioni, come rappresenti una chiusura a tutte le varianti cattoliche che si potrebbero intraprendere. Il disciplinamento è una forma di controllo maggiore della società che non vale solo per l’Europa cattolica; in quella protestante, siccome ci doveva almeno teoricamente essere un contatto diretto fra l’individuo e il testo sacro, aumenta notevolmente l’alfabetizzazione: si pensa che i bambini devono essere messi in grado di leggere il tedesco (luterano) per poter leggere direttamente il testo sacro; il tedesco gli viene insegnato dal pastore, che può anche uniformare il comportamento degli allievi, in quanto la loro formazione è condivisa ed avviene in un luogo che fa capo ad un’istituzione religiosa. Sia nell’area cattolica che in quella protestante si sviluppano le cosiddette ‘missioni popolari’: i ceti ecclesiastici vanno nelle aree rurali per portare al cristianesimo delle popolazioni che, a metà del ‘500, ancora vivevano sovrapponendo lasciti delle tradizioni pagane con i princìpi del cristianesimo; infatti, laddove i trasporti erano lenti e sporadici, l’isolamento delle aree rurali era fortissimo. Questo processo di disciplinamento della società passa anche per un fenomeno progressivamente crescente quale la costruzione di carceri e manicomi, che prendono nomi differenti nei vari paesi, volti ad evitare il vagabondaggio, la circolazione incontrollata delle persone, a rinchiudere le persone con problemi mentali, che non vengono più accettati come soggetti da soccorrere per ottemperare a doveri di carità o elementi quasi folklorici della società: siccome il pazzo, l’alienato è proprio colui che rompe il cardine, la disciplina del modello sociale lo si tende a rinchiudere. Anche la prigione viene via, via introdotta in sostituzione delle pene corporali o in denaro: ciò che prima veniva risarcito con frustate o ammende, viene ora risarcito con l’incarcerazione, cioè l’isolamento di soggetti che hanno comportamenti o esprimono concetti in grado di corrompere l’ordine sociale.
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