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La città ideale del Rinascimento

Durante il Rinascimento nasce un nuovo modo di progettare le città. I quartieri centrali sono ristrutturati in modo da conferire loro una forma più armonica e regolare: strade larghe e diritte; piazze ampie e armoniose, ornate di statue e fontane; edifici on le facciate adorne di raffinate colonne, pilastri e frontoni decorati. I palazzi signorili, residenza delle famiglie più ricche della nobiltà e della borghesia cittadine, sono le costruzioni più importanti e significative delle città rinascimentali. Questi palazzi sono di solito suddivisi in più piani e, al loro interno, hanno un cortile con un porticato e un giardino. Nel proprio palazzo il signore non solo può difendersi facilmente dai nemici , ma vive circondato da ogni comodità. Vi sono infatti stanze riscaldate da grandissimi camini; bagni rivestiti di marmi preziosi , aule destinate allo studio e alle lezioni di poeti, scienziati e artisti che vivono alla corte del signore; biblioteche, giardini e palestre. Numerosissimi sono poi i locali destinati alle guardie, alla servitù, agli artigiani che lavorano al servizio del signore. Durante il Rinascimento furono realizzati diversi studi per il miglioramento delle tecniche di difesa delle città, resi necessari dopo l’avvento delle armi da fuoco. Si trattava in genere di città-piazzeforti costruite in punti strategici del territorio, da dove si poteva controllare il passaggio di eventuali nemici. Un esempio è la città di Palmanova, nel Friuli, in zona di confine; questa città ha la forma di un poligono di nove lati, con strade disposte a raggiera a partire dalla piazza centrale. Gli spigoli sono costituiti dai bastioni avanzati che danno al perimetro delle mura una forma a stella, considerata molto adatta per difendersi da un attacco basato sull’impiego di cannoni.

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