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Cinquecento - Commercio e atlantizzazione

Il commercio fu indubbiamente il settore dell'economia cinquecentesca in cui si verificarono le novità più significative. Grande importanza acquisirono le rotte atlantiche che furono inizialmente sfruttate soprattutto dalla Spagna e dal Portogallo, che su di esse fondarono la propria fortuna.
La Spagna importò dall'America nuovi prodotti sconosciuti in Europa: il mais, la patata, il pomodoro, il tabacco, il cacao.
Queste merci, tuttavia, si imposero nei consumi occidentali solo nel corso del XVII e XVIII secolo. Assai più importanti nel Cinquecento furono le importazioni di metalli preziosi. Pur rimanendo vitali i centri del commercio medievale, l'affermazione delle rotte atlantiche favorì uno spostamento del baricentro dei commerci dal Mediterraneo al Baltico. Anversa conquistò infatti il primato commerciale che precedentemente era stato di Venezia. Confluivano nella città fiamminga - favorita dall'affermazione della rotta atlantica che collegava Lisbona, Siviglia e Bordeaux con i mari nordici - le spezie che i Portoghesi importavano dall'Oriente e dalle Americhe, i minerali tedeschi e ungheresi, il grano e il legname baltico e i costosi prodotti dell'artigianato italiano.

Anversa fungeva dunque da collegamento tra il bacino mediterraneo e quello baltico: era il fulcro dei traffici internazionali. La centralità di questa città è attestata anche dalla vivacità della sua Borsa: non a caso i grandi istituti di credito italiani e tedeschi si affrettarono ad aprire filiali in città, favorendo un ulteriore afflusso di capitali.
Anche nell'industria si affermarono nuove aree, come i Paesi Bassi e l'Inghilterra, che riuscivano a produrre tessuti di lana a costi inferiori rispetto alla tradizionale industria italiana.
Nella finanza, il primato italiano fu scalzato nel corso della prima metà del Cinquecento dai grandi banchieri tedeschi e fiamminghi. L'esempio più evidente di questo fenomeno è rappresentato dai Fugger, ricchissima e potentissima famiglia di finanzieri tedeschi. Nati come commercianti di tessuti, i Fugger costruirono la loro straordinaria fortuna tra la fine del Quattrocento e l'inizio del Cinquecento: l'azienda, organizzata sul modello delle compagnie italiane, gestiva, grazie alle proprie filiali, industrie e traffici commerciali o finanzieri che non conoscevano più frontiere geografiche.
Nel Cinquecento, dunque, il Mediterraneo iniziò a perdere a favore dell'Atlantico e del Baltico quel ruolo di baricentro commerciale d'Europa che rivestiva da millenni: questo processo viene definito dagli storici atlantizzazione.

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