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Re e imperatore: una sola persona


Carlo d'Asburgo era nato dall'unione di Filippo, figlio dell'imperatore Massimiliano primo, e da Giovanna la Pazza, figlia dei sovrani di Spagna. Alla morte del nonno, nel 1519, il giovane re di Spagna (1516/1555), in qualità di erede diretto di Massimiliano, fu prima investito della corona d'Austria, poi, qualche mese più tardi fu eletto imperatore, in omaggio alla consuetudine che ormai da tempo assegnava questa dignità agli Asburgo e sconfiggendo il giovane re francese Francesco primo, anch'egli candidato al trono imperiale. Fu soprattutto grazie al sostegno finanziario dei banchieri tedeschi Fugger che Carlo uscì vincitore dalla competizione elettorale: essi, infatti, gli fornirono il denaro necessario ad alimentare la "campagna elettorale" in cambio di una serie di importanti benefici, quali appalti e concessioni per lo sfruttamento di miniere. Come imperatore egli assunse il nome di Carlo quinto (1519/1555). Le tre corone di Spagna, d'Austria e imperiale si trovarono così, contemporaneamente, concentrate nelle mani di un solo uomo. Ciò non significava che la Spagna fosse entrata a far parte dell'Impero, dal momento che Carlo deteneva i suoi regni separatamente, ma era evidente che nella parte occidentale dell'Europa, il suo dominio era pressoché incontrastato. Egli, infatti, insieme alla Spagna, aveva ereditato i territori italiani da essa dipendenti e i lontani e sterminati domini coloniali al di là dell'oceano Atlantico.
Carlo quinto d'Asburgo, all'epoca poco più che adolescente (era nato nel 1500), si trovò a dover affrontare nel giro di pochi anni responsabilità enormi, tanto che si diceva che nel suo impero, esteso per migliaia di chilometri, dall'Europa centro-orientale alle sponde americane dell'oceano Pacifico, non tramontasse mai il Sole.
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