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Antico Regime
La definizione di Antico regime (dal francese Ancien régime) è usata dagli storici per indicare l’insieme degli aspetti economici, politici,sociali e giuridici che caratterizzano la storia europea tra il XIV secolo e il 1789.aspetti economici: società preindustriale fondata su un’economia prevalentemente agricola;
aspetti politici: Stato assoluto, alleato con la Chiesa e concepito come una proprietà del sovrano;
aspetti sociali: società divisa in ordini (clero, nobiltà, Terzo stato);
aspetti giuridici: disuguaglianza degli uomini di fronte alla legge; il clero e l’aristocrazia godevano di molti privilegi.
Quando ebbe inizio?
La maggioranza degli storici ritiene che il passaggio dal Medioevo all’Antico regime non sia segnato da un fatto preciso, da una frattura, ma da una lenta evoluzione collocata tra XIV e XVI secolo.Quando finì?
In un saggio del 1981, Il potere dell’Antico regime fino alla Prima guerra mondiale, lo storico lussemburghese Arno J. Mayer ha sostenuto che l’Antico regime ha condizionato la realtà europea ancora per tutto l’Ottocento. Secondo questa ipotesi, che gode oggi di un diffuso consenso, l’Antico regime è crollato definitivamente solo con la Prima guerramondiale (1914).Centralità dell'agricoltura
L’Antico regime era una società rurale: circa l’85% della popolazione viveva in campagna e l’agricoltura deteneva un’assoluta centralità produttiva. Il vincolo più forte dell’economia era costituito dalla disponibilità di terra. Nell’Europa occidentale si era diffusa sempre più la libera commerciabilità della terra: gli aristocratici avevano iniziato a ricorrere a contratti di tipo non feudale, come l’affitto o la mezzadria. Ciononostante, gli ordinamenti di origine feudale condizionavano ancora lo sviluppo dell’agricoltura, ostacolando la piena affermazione di un'agricoltura moderna.Marginalità degli altri settori
Nella società d’Antico regime la dimensione dell’industria era rappresentata dalla bottega artigiana o dal lavoro a domicilio. Spesso queste attività erano svolte da contadini nelle lorocase, soprattutto nei periodi di calo dei lavori agricoli. Il peso del settore industriale era marginale sia per il numero di uomini occupati, sia per la quantità di capitale investito.
Facevano eccezione alcune imprese controllate direttamente dagli Stati o da finanzieri, come gli stabilimenti tessili Gobelins in Francia, l’arsenale di Venezia e le miniere di allume di Tolfa.
I tre ordini
La società dell’Antico regime era formalmente divisa in tre ordini (o stati). L’appartenenza a ciascun ordine comportava il possesso di diversi privilegi (es. l’esenzione dal pagamento delle imposte; il diritto di essere giudicati da tribunali speciali; le onorificenze). I tre ordini corrispondevano alle funzioni essenziali esercitate nella società. Il clero: si occupava di pregare per la comunità e amministrare il culto divino. La nobiltà: aveva il compito di garantire la difesa attraverso l’esercizio delle armi. Il Terzo stato: comprendeva tutti coloro che non appartenevano né alla nobiltà né al clero e che dovevano lavorare per garantire all’intera comunità i mezzi di sussistenza.L’egemonia della nobiltà
Per tutti i secoli dell’Antico regime, la nobiltà mantenne saldamente il primato sociale. La sua potenza era fondata sul controllo della terra. Il nobile non doveva lavorare o commerciare: doveva vivere delle rendite fondiarie, senza curarsi del denaro. Ciò portò molti nobili alla rovina. I nobili caduti in miseria continuavano a godere dei privilegi, ma perdevano importanza nella società. Dunque il potere era di fatto nelle mani della ristrettissima élite che disponeva di grandi ricchezze.L'ascesa della borghesia
A partire dal XII secolo in Europa si realizzò una progressiva ascesa della borghesia. La classe sociale della borghesia comprendeva tutti coloro che guadagnavano la loro fortuna attraverso l’impegno negli affari o nelle professioni liberali. Gli ideali borghesi erano:lo spirito d’intrapresa o imprenditoriale;
la dedizione professionale;
l’attenzione nella gestione del patrimonio.
Spesso, quando un borghese acquisiva sufficiente ricchezza, la impiegava per acquistare titoli nobiliari, in modo da ottenere maggiore prestigio sociale.
La condizione dei poveri
La società d’Antico regime era caratterizzata dal divario tra ricchezza e povertà. I poveri, cioè coloro che erano privi di fonti di reddito, superavano il 20% della popolazione e si concentravano soprattutto nelle città. Il problema dei mendicanti e dei vagabondi esplose nel corso del Cinquecento a causa delle frequenti crisi economiche, carestie ed epidemie. L’emergenza-povertà in certi periodi fu talmente grave che i mezzi tradizionali della beneficenza cristiana non bastarono più. Fu necessario l’intervento degli Stati, che iniziarono a sperimentare una primitiva forma di politica sociale. Gli Stati riorganizzarono l’assistenza, ponendola il più possibile sotto il controllo della pubblica amministrazione.Agli invalidi fu garantita la sussistenza, mentre chi era in salute fu impiegato nei lavori pubblici. Contemporaneamente furono emanate leggi che proibivano la mendicità.
Tali provvedimenti, però, non bastarono a risolvere il problema, che anzi si aggravò nel corso del Seicento. Gli Stati, quindi, si convinsero della necessità della reclusione.
Ovunque in Europa sorsero istituti per il ricovero obbligato dei poveri, come gli Hôpitaux généraux («ospedali generali») in Francia o le Workhouses (case di lavoro municipali) in Inghilterra. In questi edifici si lavorava, si pregava, si riceveva una prima istruzione, si apprendeva un mestiere, si facevano esercizi spirituali.
Date importanti dell'Antico Regime
XII-XIV secolo: sviluppo delle monarchie feudaliXII-XIX secolo: progressiva ascesa della borghesia
XVII secolo: crisi demografica ed economica
1618-1648: guerra dei Trent'anni: affermazione della monarchia assoluta