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Antiche civiltà messicane

Quando gli Spagnoli, comandati da Cortez, nel 1519 iniziarono la conquista del Messico, credevano di dover attraversare un paese selvaggio e incivile, ma non era affatto così. Nella loro marcia attraverso il territorio messicano invece di trovare villaggi di capanne, trovarono grandi città ben organizzati. Prima della conquista spagnola, in Messico si erano succedute tre grandi civiltà: la civiltà dei Maya, quella dei Toltechi e quella degli Aztechi.
Questi antichi popoli avevano in comune molte usanze: la costruzione di alti piramidi con lunghe scalinate che conducevano alla sommità con un grande spazio aperto dove si ergeva un altare su cui venivano immolate le vittime umane agli dei, i principali dei quali erano il Sole e la Luna. La costruzione degli edificio avveniva in peridi fissi: ogni 52 anni. Infatti, questi popoli credevano che dopo tale periodo di tempo, il mondo dovesse finire e si affidavano, pertanto, ai sacerdoti affinché potessero far continuare la vita sulla Terra. I sacerdoti avevano quindi una grande potenza ed insieme ai nobili erano i padroni assoluti di tutti. Essi abitavano in comode e solide dimore costruite su alture, mentre in basso venivano costruite le case di legno del popolo. I tributi che il popolo era obbligato a versare erano molto alti. Inoltre, il popolo doveva provvedere direttamente con il proprio lavorio a costruire le case dei nobili e i templi per gli dei. Non è facile stabilire la durata complessiva di queste civiltà. Alcuni studiosi sostengono che essa iniziò circa 8.000 anni fa. SE questo fosse vero, si potrebbe affermare che le antiche civiltà messicane sono più antiche di quella cinese e di quelle egiziana e babilonese.
Prima di abbandonare il Messico per rifugiarsi nella penisola dello Yucatan, i Toltechi ricoprirono interamente di terra alcune loro città il che dimostra che questo popolo era molto organizzato: si è trattato di colmare con terra e sommergere interamente edifici che raggiungevano a volte i 40 metri di altezza come alcune piramidi a gradinate. Anche i Maya avevano l’abitudine di abbandonare le città. Dopo un certo numero di anni, essiu lasciavano le loro case, i templi, le strade senza portare via nulla ed emigravano in massa verso terre lontane., Giunti nella nuova sede, iniziavano a costruire le nuove dimore. Lee città abbandonate cominciavano poco a poco ad essere infestate dalla vegetazione che nei secoli le hanno ricoperte interamente. Gli studiosi hanno ricercato il motivo di tali migrazioni e sono arrivati alla conclusione che gli antichi Maya non conoscevano mezzi meccanici per lavorare la terra (come l’aratro) per cui il terreno mai dissodato si impoverir iva e non produce più. Per questo motivo, la popolazione si vedeva costretta ad allontanarsi ogni anno sempre di più alla ricerca di campi da coltivare. Quando gli Spagnoli arrivarono in Messico la civiltà Azteca era molto ben organizzata e potente. Tuttavia, con l’arrivo degli Europei, essa decadde rapidamente. I templi pagani furono abbattuti, abbandonati o trasformati in chiese cristiane,. Tutti i libri sacri e i preziosi documenti della civiltà azteca furono bruciati su ordine delle autorità civile e religiose spagnole. Oggi, degli Aztechi ci restano soltanto le rovine degli antichi che ci testimoniano l’alto grado di civiltà raggiunto da quel popolo.
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