Concetti Chiave
- La Rivoluzione industriale iniziò in Inghilterra nella seconda metà del 1700, grazie alla disponibilità di capitale e lavoro, influenzata dalle colonie americane e dalla privatizzazione dei terreni.
- Innovazioni chiave come la macchina a vapore di James Watt e la filatrice meccanica Jenny aumentarono notevolmente l'efficienza nell'industria tessile, segnando il passaggio a macchinari più duraturi in ferro.
- La creazione di centri industriali portò a una crisi dell'artigianato tradizionale, con un aumento della disoccupazione e una crescente disponibilità di mano d'opera, spesso sfruttata dagli industriali.
- Le condizioni di lavoro precarie e i salari bassi causarono tensioni sociali, culminando nelle prime manifestazioni operaie, come le proteste luddiste del 1779, in risposta allo sfruttamento.
- La Rivoluzione industriale generò una crescita economica senza precedenti, ma anche una crisi sociale, con il sorgere di nuove lotte per migliori condizioni lavorative e diritti dei lavoratori.
Rivoluzione industriale: eventi principali
Nella seconda metà del 1700 in Inghilterra ci fu la rivoluzione industriale, chiamata anche Prima Rivoluzione industriale o Rivoluzione industriale inglese. Partì proprio dall’Inghilterra perché questa aveva a disposizione il capitale e il lavoro:• Disponibilità di capitale: era dovuta alle 13 colonie d’America, grazie alle quali l’Inghilterra era riuscita ad accumulare denaro commerciando di tutto.
• Disponibilità di lavoro: era dovuta alla privatizzazione dei terreni (vedi anche https://www.skuola.net/storia-moderna/rivoluzione-agraria-settecento.html ) perché c’era stato il fenomeno delle enclousures, quindi alcuni contadini restavano in campagna al servizio dei grandi proprietari terrieri come braccianti altri andavano verso le città in cerca di occupazione per sopravvivere.
Inoltre l’Inghilterra, nel periodo della Rivoluzione industriale, aveva a disposizione materie prime come il ferro, il carbone, il cotone, la lana ecc.
Altro fattore molto importante nel corso della Prima Rivoluzione industriale è la mentalità perché per aversi industria c ‘è bisogno di una mentalità e una cultura diffusa (infatti in Inghilterra c’era una borghesia aperta alle nuove idee).
Grazie a tutto ciò si favorì il progresso tecnologico in Inghilterra.
Il primo settore coinvolto fu quello tessile.Innovazioni tecnologiche
James Watt inventò la macchina a vapore, nel 1733 John Kay inventò la spoletta automatica che velocizzava la filatura in modo da raddoppiare i prodotti, nel 1763 fu inventata Jenny la filatrice meccanica capace di aumentare di 8 volte la quantità di filati prodotta, successivamente fu ideata la Jenny a motore idraulico (risale anche a questo periodo l’invenzione della pentola a pressione).Nell’industria tessile si iniziò a sostituire i macchinari di legno con quelli di ferro, più efficienti, veloci e soprattutto più duraturi. Questo aumentò la richiesta di metalli che favorì lo sviluppo dei settori metallurgico e minerario.
Conseguenze: Nel corso della Rivoluzione industriale, con la diffusione di questi macchinari pian piano si formano dei veri e propri centri industriali così la produzione artigianale andò in crisi provocando così l’aumento della disponibilità di manodopera. Le prime industrie nascono lungo i corsi d’acqua (abbiamo detto che era stato inventato il motore idraulico). In questo modo artigiani e contadini si recano in città in cerca di occupazione per assicurarsi un salario che garantisse la sopravvivenza di se stessi e della loro famiglia. Proprio per la loro necessità di avere un salario per sopravvivere, gli industriali si approfittavano di ciò dando inizio allo sfruttamento dell’uomo con salari molto bassi, orari di lavoro pesanti e condizioni di lavoro precarie. Pian piano si finì per preferire lavoro femminile e minorile che era sottopagato; era ovvio che prima o poi l’uomo si sarebbe ribellato e nel 1779 ha inizio la prima manifestazione degli operai che prese il nome di “manifestazioni luddiste” dall’operaio Ned Ludd che si ribello spaccando con un calcio una filatrice.
Conseguenze sociali ed economiche
Le conseguenze della Rivoluzione industriale furono profonde e complesse. Se da un lato si assisteva a una crescita economica senza precedenti e alla creazione di nuovi centri industriali, dall'altro si manifestava una crisi nell'artigianato tradizionale, con un aumento della disoccupazione e una crescente disponibilità di manodopera. Gli industriali, sfruttando la vulnerabilità degli operai in cerca di lavoro, imposero salari bassi e condizioni di lavoro precarie, spesso affidandosi al lavoro femminile e minorile sottopagato. Questo stato di cose generò tensioni sociali che sfociarono nelle prime manifestazioni degli operai, come le proteste luddiste del 1779, segnando l'inizio di una lotta per migliori condizioni lavorative e sociali.Domande da interrogazione
- Quali furono i fattori che portarono alla Rivoluzione industriale in Inghilterra?
- Quali innovazioni tecnologiche hanno caratterizzato il periodo della Prima Rivoluzione industriale?
- Come ha influito la Rivoluzione industriale sulla manodopera e sulle condizioni di lavoro?
- Quali furono le conseguenze sociali della Rivoluzione industriale?
- Che cosa rappresentano le manifestazioni luddiste nella storia della Rivoluzione industriale?
La Rivoluzione industriale in Inghilterra fu favorita dalla disponibilità di capitale accumulato grazie alle colonie americane e dalla disponibilità di lavoro dovuta alla privatizzazione dei terreni e al fenomeno delle enclousures.
Tra le innovazioni più significative ci sono la macchina a vapore di James Watt, la spoletta automatica di John Kay e la filatrice meccanica Jenny, che aumentarono notevolmente la produttività nel settore tessile.
La Rivoluzione industriale ha portato a un aumento della disponibilità di manodopera, ma anche a condizioni di lavoro precarie, con salari bassi e orari pesanti, sfruttando in particolare il lavoro femminile e minorile.
Le conseguenze sociali furono complesse, con una crescita economica e la creazione di nuovi centri industriali, ma anche una crisi nell'artigianato tradizionale e l'emergere di tensioni sociali, culminate nelle manifestazioni luddiste del 1779.
Le manifestazioni luddiste, iniziate nel 1779, rappresentano la prima ribellione degli operai contro le condizioni di lavoro sfruttatrici, segnando l'inizio di una lotta per migliori diritti e condizioni lavorative.