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La vita nel castello medievale


Nel Medioevo il nobile feudatario aveva continuamente bisogno di allenarsi nell’arte della guerra sia perché spesso cercava di impadronirsi con la forza delle terre del vicino, sia perché avrebbe potuto essere chiamato da un momento all’altro, a sostenere in guerra il suo diretto signore, nell’ottica dell’ obbligo di fedeltà, giurata al momento dell’investitura.
Per tenersi in esercizio, i cavalieri erano soliti organizzare un torneo, in cui si combatteva a piedi o a cavallo, utilizzando spade, lance o mazze. All’inizio i tornei erano degli scontri individuali fra due nobili ma col tempo essi si trasformarono in una dimostrazione di coraggio e di valore.
In tempo di pace, l’attività preferita era la caccia che serviva sia per continuare ad allenare il fisico, sia per procurare della selvaggina molto ricercata. Al di fuori dei tornei e della caccia non esistevano altre attività a cui dedicarsi e quindi in alternativa, il cavaliere passava le giornate chiuso nel castello, forse ad annoiarsi.
La vita delle donne all’interno del castello era diversa, A parte le contadine e le serve, sempre indaffarate per eseguire i loro lavori, sempre umili e spesso faticosi, per le castellane le giornate erano monotone. Passavano il tempo tessendo o ricamando, in prossimità delle piccole finestre, per avere maggior luce. A volte succedeva che nel castello fossero di passaggio degli ospiti, dei menestrelli o dei saltimbanchi e ciò permetteva di rallegrare un po’ la vita domestica.
La cucina era l’unico ambiente meglio riscaldato per la presenza di grossi camini dove venivano cotti allo spiedo gli animali da cortile o la cacciagione. Il castello era un’unità autonoma per cui tutto quanto veniva consumato (carni, verdura, pane, ecc...) era prodotto in loco perché al castello erano annessi dei forni, delle botteghe artigianali, dei mulini e degli orti in cui coltivare la verdura.
Gli arredi e le stoviglie in genere erano molto sommari e ridotti allo stretto necessario, soprattutto nel periodo più antico. Verso la fine del medioevo (XIV secolo), i feudatari iniziarono ad abbellire i loro castelli, trasformandoli così da fortezze in palazzi. Le miniature dell’epoca ci fanno capire che i muri erano affrescati o ricoperti da arazzi. Erano frequenti anche dei banchetti in cui i cibi e i vini erano serviti o tagliati (nel caso di carni) da appositi addetti, chiamati maestri di tavola. Le stoviglie come intendiamo oggi non esistevano: il cibo veniva servito su di una fetta di pane oppure i commensali prendevano il cibo con le mani, lo ponevano su di una fetta di pane, e lo mangiavano. Le forchette furono introdotte molto tempo dopo, durante il Rinascimento. Per esempio fu Caterina dei Medici ad introdurre in Francia l’uso della forchetta, fino ad allora non utilizzata in quanto si temeva che potesse ferire la bocca.
Per conoscere i dettagli della vita in un castello medioevale si possono osservare le miniature de Les très riches heures du duc de Berry
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