Concetti Chiave
- Venezia si sviluppò non come città di fondazione romana, ma come rifugio dai barbari, offrendo sicurezza sugli isolotti della laguna.
- Durante la VI crociata, Venezia fornì supporto logistico e militare per un esorbitante pagamento, cercando vantaggi contro i rivali commerciali.
- I rapporti tra Venezia e lo Stato Pontificio furono complessi, con conflitti su autorità ecclesiastica e tassazione del clero.
- Nel 1606, Venezia rifiutò di riconoscere la giurisdizione ecclesiastica sui suoi preti, provocando tensioni con il Papato culminate in un interdetto.
- Venezia fu un centro culturale e tipografico, attirando autori per la libertà editoriale e la qualità delle stamperie, favorendo l'indipendenza intellettuale.
La minaccia degli Unni e la fuga
A differenza di molte altre città del periodo non è di fondazione romana. Aquileia ad esempio era la maggiore fra questa, grazie al suo porto sull’Adriatico, come testimoniano i numerosi reperti preziosissimi, rivendicanti la disponibilità delle famiglie. A questi beni puntano gli Unni di Attila, così come a quelli delle altre città quali Verona, Padova … è proprio il timore di questi invasori a spingere il trasferimento sugli isolotti della laguna, che se pur non eccessivamente confortevoli offrivano la possibilità di avere salva la vita.
La VI crociata e i Veneziani
La VI crociata si diresse a Costantinopoli, capitale dell’impero d’oriente, indetta da papa Innocenzo III all'indomani della propria elezione al soglio pontificio nel 1198 e le navi che trasportavano i crociati erano appunti dei Veneziani, che avevano interesse nella disfatta dei loro avversari commerciali.
Inoltre i Veneziani, da buoni mercanti, per i loro servizi fecero accettare ai crociati il pagamento dell'esorbitante cifra di 85.000 marche imperiali d'argento.
Il contratto prevedeva anche il rifornimento di viveri e foraggio bastanti per il viaggio; oltre a ciò Venezia s'impegnò ad armare 50 galere che avrebbero accompagnato la crociata in cambio del 50% di quanto conquistato.
Conflitti tra Venezia e il Papato
Se con il mondo islamico c’era una continua mediazione fatta di scontri e trattati, dettati dalla necessità mercantile, altrettanto vivi erano i contatti fra le due migliori diplomazie italiane: Venezia e Stato Pontificio. 
L'indipendenza culturale di Venezia
La Serenissima si svincolò dalla chiesa perché centro anche culturale. Questa ispirazione è confermata dalla diffusione della tipografia in città.
Questa attività era fiorente e conosciuta da autori anche molto lontani, quali Ludovico Ariosto, o Baldesar Castiglione si fidavano delle stamperie veneziane in primo luogo per la poca censura ma anche per il professionale team di copisti e correttori che costituivano una vera e propria equipe di rielaborazione letteraria. Questo per l’intellettuale è fondamentale, perché ha bisogno dell’indipendenza anche economica dal signore, che può avvenire se si vendono sufficienti libri e dunque in assenza di copyright il rapporto con l’editore e con il tipografo erano indispensabili. Nel caso dell’Ariosto si rivolge addirittura al doge con una lettera in cui chiede protezione dei suoi interessi e tutela in cambio del fregio che le stamperie avrebbero guadagnato.
Domande da interrogazione
- Qual è l'origine storica di Venezia e come si differenzia da altre città del periodo?
- Qual è stato il ruolo di Venezia nella VI crociata?
- Come si sono sviluppati i rapporti tra Venezia e lo Stato Pontificio?
- In che modo Venezia ha mantenuto la sua autonomia culturale e politica?
- Qual era l'importanza della tipografia a Venezia per gli intellettuali?
Venezia non è di fondazione romana, a differenza di città come Aquileia. La sua origine è legata al trasferimento sugli isolotti della laguna per sfuggire agli Unni di Attila.
Venezia ha fornito le navi per trasportare i crociati a Costantinopoli e ha richiesto un pagamento di 85.000 marche imperiali d'argento, oltre a rifornire viveri e armare 50 galere in cambio del 50% delle conquiste.
I rapporti erano caratterizzati da attriti su nomine vescovili e tasse al clero. Nel 1606, l'arresto di due preti da parte di Venezia portò a un conflitto con il Papato, culminato con l'interdetto papale.
Venezia ha mantenuto la sua autonomia grazie alla sua posizione di centro culturale e alla fiorente attività tipografica, che attirava autori come Ludovico Ariosto per la poca censura e la professionalità delle stamperie.
La tipografia a Venezia era fondamentale per gli intellettuali, offrendo indipendenza economica e un rapporto indispensabile con editori e tipografi, essenziale per la diffusione delle opere in assenza di copyright.