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Teodora sul trono di Costantinopoli

Nel 524 Teodora divenne moglie di Giustiniano e, quando questi subentrò a Giustino, lo zio, nella carica di imperatore, diventò imperatrice coregnante (527). Il suo ruolo nelle vicende politiche fu determinante all’epoca della rivolta di Nika contro il potere imperiale (532), fomentata dalle fazioni degli azzurri e dei verdi, due organizzazioni sportive legate al mondo dell’Ippodromo che con il tempo avevano acquisito con carattere politico. Giustiniano, infatti, avrebbe voluto darsi alla fuga, ma Teodora lo convinse a restare e a dare ordine al giovane generale Belisario ( che avrebbe poi combattuto contro i Vandali in Africa e gli Ostrogoti in Italia di sedare la sommossa.
Teodora si interessò molto di questioni religiose: grazie al suo appoggio, vennero nominati vescovi alcuni sacerdoti monofisiti e inoltre fu lei a promuovere l’elezione di papa Virgilio. Nel 548, consumata dal cancro, morì e pare che la sua fine abbia influito su Giustiniano, che da quel momento divenne sempre più solitario e triste alla morte, avvenuta nel 565.

Il personaggio di Teodora viene descritto negli scritti e nelle leggende in modi molto diversi. Procopio, scrittore al seguito di Belisario, raccolse nei suoi Anecdota una lunghissima serie di dicerie e maldicenze sull’imperatrice, facendola apparire come una donna dissoluta, assetata di potere e crudele. Anecdota di altra provenienza la descrivono invece come una donna pia, filantropa, molto mite, che avrebbe trascorso alcuni anni prima del matrimonio dedicandosi esclusivamente a lavori femminili. Teodora fu senza dubbio una personalità complessa, invisa a molti per le sue origini modesta e per il suo uso sicuro del potere, ma altrettanto capace di affascinare, con i suoi vizi e le sue virtù, contemporanei e posteri.

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