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Riassunto sulla società cristiana medievale

Il ruolo della chiesa

La rete dei poteri locali che facevano capo all’Imperatore era una struttura laica, ciò significa che lo Stato non ha niente a che vedere con le decisioni inerenti alla Chiesa.
Il suo opposto è il confessionale, che vuole dire invece il contrario: bisogna obbedire allo Stato e alla Chiesa locale.
La Chiesa è al centro, è stata appunto il punto di riferimento per l’intera Europa per circa 1000 anni. Fin dall’epoca delle invasioni barbariche, i vescovi erano in molti casi le uniche autorità alle quali i cittadini si potevano rivolgere per avere sostegno e protezione.

La teoria della società feudale

Nella società cristiana del decimo secolo tutto il potere era esercitato dai signori locali: vescovi, abati e parroci. I poteri laici che gli ecclesiastici esercitavano non derivano dalla loro carica religiosa, quanto da una specifica investitura che il potere laico riconosceva a quello sacerdotale.

La chiesa sentì la necessità di definire meglio il suo ruolo: alcuni ecclesiastici elaborarono una teoria della società in cui si affermava che quel sistema di rapporti era voluto da Dio e aveva come scopo quello di assicurarne l’armonia sociale. Nel 1027 Adalberone, scrisse un poema in cui affermava che tutti gli uomini sono uguali davanti a Dio, Dio stesso però ha voluto che la società sul modello della trinità divina, fosse trinitaria, cioè divisa in 3 ordini:
Gli oratores
I bellatores
I laboratores
L’ordine della società descritto da Adalberone era sacro in quanto è voluto da Dio e gerarchico perchè procede dall’alto verso il basso: da Dio al più umile dei servi.


Il conflitto tra papa e imperatore

Tutti i teorici concordavano sul fatto che ogni potere sia esso spirituale sia temporale derivasse da Dio, ma non trovavano invece un accordo su quale delle due supreme autorità universali: Papa e Imperatore, fosse superiore all’altra.
Alcuni sostenevano che essi avrebbero dovuto avere pari dignità: il papa si sarebbe dovuto occupare delle questioni religiose e l’imperatore di quelle politiche.
Attorno all’anno mille la confusione tra i due poteri era tale che difficilmente si potevano distinguere.
Due teorie giustificavano le pretese degli uni e degli altri:
Il cesaropapismo, che faceva derivare l’autorità dell’imperatore direttamente da Dio e gli assegnava un’autorità superiore a quella dei vescovi e ai papi.

La teocrazia, faceva derivare il primato del papa sull’imperatore dalla superiorità delle questioni spirituali su quelle terrene.

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