Nyxante di Nyxante
Ominide 150 punti

Le rivoluzioni agricole nel Medioevo


Nella Preistoria, quando ancora gli uomini primitivi erano nomadi, era praticata solo attività di caccia e pesca.
Quando i primitivi diventarono stanziali, oltre alle attività di caccia e pesca iniziarono a praticare anche attività di carattere agricolo, coltivando piccoli terreni - siamo circa nell'8000 a.C. e grazie all'agricoltura inizia il periodo del Neolitico-.
L'agricoltura si sviluppa soprattutto in Mesopotamia, dove vennero ritrovate anche coltivazioni di mais e frumento. Questo territorio venne poi chiamato Mezzaluna Fertile.
Nel corso del tempo gli agricoltori si accorsero che si poteva prolungare nel tempo la fertilità del terreno grazie all'avvicendamento delle colture; nacque così la rotazione biennale.
Nel corso degli anni, infatti, veniva seminata solo metà del campo, in modo che l'altra parte non si impoverisse e venisse sempre concimata dal bestiame (ovviamente ogni anno veniva coltivata la metà campo non utilizzata l'anno precedente).
Fra il 700 e il 900 d.C., però, gli agricoltori medievali abbandonarono il sistema della rotazione biennale e iniziarono a utilizzare un sistema nuovo e innovativo: la rotazione triennale, dove un campo coltivabile veniva suddiviso in tre sezioni, una destinata al grano, un'altra alle piante leguminose e una terza parte riservata alla maggese.
Per le attività agricole gli agricoltori utilizzavano: l'aratro pesante o aratro a ruote che veniva trainato dai cavalli o dai buoi; l'aratro a versoio a forma di spirale che sollevava le zolle di terra e infine i mulini ad acqua per irrigare i campi.
Con la rotazione triennale si ebbero grandi quantitativi di colture e questo fu uno dei tanti motivi che tra il 700 e il 1300 a.C. portarono un enorme incremento della popolazione in Europa.
Hai bisogno di aiuto in Storia Medievale?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Potrebbe Interessarti
Registrati via email