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Presenza dei Normanni nell’Italia meridionale


Prima dell’arrivo dei Normanni, l’Italia meridionale era divisa in tanti piccoli principati fra cui l’emirato arabo di Sicilia, il catapano bizantino di Puglia, i principati longobardi di Benevento e di Capua e i ducati di Napoli, Gaeta, Amalfi e Sorrento.
Nel X secolo, due prìncipi longobardi avevano tentato, senza successo, di costituirvi un unico regno.
I primi Normanni che si stabilirono nel sud erano pellegrini che stavano recandosi in Terra Santa ed essendosi accorti che le rivalità esistenti fra i vari stati avrebbero dato loro l’occasione di portare facilmente a termine nuove conquiste, decisero di tentare di stabilirsi nella penisola italiana. Inizialmente, per non rivelare i loro veri propositi, essi si misero a servizio di questo o quel signorotto locale e ciò ebbe ben presto i frutti sperati perché nel 1030, il normanno Arnolfo Drengot ottenne dal Duca di Napoli la Contea di Aversa, facilitando così il loro progetto di conquista.
L’espansione normanna raggiunse l’apice con Guglielmo e Roberto d’Altavilla. Il primo riuscì sconfiggere i Bizantini nel 1041 e ad occupare la parte settentrionale della Puglia. Il secondo riuscì a togliere ai Bizantini la Calabria. Gli avvenimenti allarmarono papa Leone IX che vedeva minacciato il ducato di Benevento, appartenente alla Chiesa. Per questo motivo, dopo aver stipulato un’alleanza con Bisanzio, egli dichiarò guerra ai due fratelli Normanni i quali, però, sconfissero l’esercito papale sul fiume Fortore, nelle vicinanze di Foggia, nel 1053, dove il papa stesso fu fatto prigioniero. Tuttavia i Normanni seppero giocare di astuzia: liberarono quasi subito il papa e con lui siglarono un accordo nel 1059, con il quali i Normanni si riconoscevano vassalli della Chiesa. Dal canto suo, il papa dichiarò Roberto Duca di Calabria, riconoscendogli anche il possesso di tutti i territori che, in seguito, avrebbe strappato ai Bizantini e agli Arabi in Sicilia.
Due anni dopo, nel 1061, i Normanni iniziarono la conquista della Sicilia, approfittando delle lotte interne fra i vari emirati arabi. Tale impresa fu guidata da Ruggero di Altavilla. La lotta fu lunga e dura perché gli Arabi seppero resistere tenacemente. Tuttavia,nel 1091, i Normanni riuscirono ad estendere il loro dominio su tutta l’isola. Nel 1101, unico capo dei Normanni rimase Ruggero II che decise di costituire un solo regno: il Regno di Sicilia. Infatti, nel 1130, egli fu incoronato re di Sicilia nella cattedrale di Palermo con una cerimonia particolarmente fastosa tale da superare perfino lo splendore della corte di Costantinopoli.
Il regno normanno ebbe fine nel 1185 quando l’ultima erede al trono, Costanza d’Altavilla, sposò il figlio di Federico Barbarossa, Enrico VI di Svevia e, pertanto, per eredità, il Regno Normanno entrò a far parte del Sacro Romano Impero.
Oltre ad essere dei valorosi combattenti, i Normanni seppero anche governare con saggezza: i sudditi non furono mai oppressi ed essi cercarono sempre di rispettare la loro cultura e le loro tradizioni. Sotto il loro dominio, la Sicilia conobbe un periodo di benessere e la capitale, Palermo, raggiunse un grande splendore.
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