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Potere temporale


Il papa successivo, Gregorio IX, costringe Federico ad avviare la crociata nel 1217 ma le navi, colpite dalla peste durante il viaggio, devono far ritorno in patria. Gregorio IX, non credendo alla malattia, scomunica Federico II. L’imperatore organizza quindi la sesta crociata per ingraziarsi il papa, stipula contratti con il sultano a Gerusalemme e restituisce il territorio all’Impero. Quando torna, però, trova i suoi sudditi in rivolta, istigati dal papa.
I rapporti tra Impero e Chiesa diventano molto difficili: Federico è scomunicato per la seconda volta e si creano due fazioni, i Ghibellini con l’imperatore e i Guelfi col papa.
Le guerre continuano anche dopo la morte di Federico II: dopo la vittoria ghibellina a Montaperti 1260, il papa chiede aiuto a Carlo d’Angiò principe di Francia. Con la vittoria di Carlo nella Battaglia di Benevento nel 1266, il Regno di Sicilia passa agli Angioini e la capitale è trasferita da Palermo a Napoli.
Nel 1285 la Sicilia insorge con l’appoggio di Pietro III d’Aragona (Vespri siciliani). Dopo 20 anni di scontri, Pietro conquista il treno di Sicilia che va agli Aragonesi, il resto dell’Italia meridionale resta invece agli Angioini.
Dalla morte di Federico II avvenuta nel 1250, il trono era rimasto vacante: nel 1273 viene eletto il nuovo imperatore, Rodolfo d’Asburgo.
Gli Asburgo espandono i proprio domini nell’Europa centrale, la l’area svizzera si rende autonoma ed indipendente creando la Confederazione svizzera.
Per ridurre l’influenza del papato sull’impero, la Bolla d’oro (un editto dell’imperatore) del 1356 affida l’elezione dell’imperatore a 7 grandi elettori tedeschi, 4 laici e 3 ecclesiastici.
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