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Con la fine della dinastia imperiale carolingia, il baricentro del potere politico si spostò verso la Germania, dove si era formata una forte aristocrazia militare. In Germania, durante il X secolo riprese forma l’Impero. Dopo la deposizione di Carlo Il Grosso in Germania si erano costituiti cinque grandi ducati ai quali spettava il compito di eleggere il re. Nel 919 fu eletto re di Germania Enrico I. Enrico fu così il fondatore della nuova dinastia imperiale. Alla morte di Enrico I salì al trono suo figlio Ottone I, detto “il Grande”, il quale ottenne sugli Ungari l’importante vittoria di Lechfeld. Per contrastare l’irrequietezza dei feudatari laici, Ottone utilizzò per il governo vescovi e abati e poteri giurisdizionali. Ottone di proponeva di evitare che i feudi da lui concessi entrassero a far parte del patrimonio privato delle grandi famiglie aristocratiche.
I castelli entrarono dunque a far parte del patrimonio dei signori laici che inevitabilmente finivano per esercitare un’ autorità che contrastava con il potere pubblico. Fu così che i castelli si trasformarono da capisaldi difensivi in strumenti di dominio. La storia dell’incastellamento è anche la storia di fortezze più volte distrutte, ricostruite, conquistate e perdute. Il processo di espansione dei vari centri di potere non era determinato solamente dall’azione militare: i grandi feudatari seppero allargare i confini dei territori attraverso nuove concessioni feudali o attraverso fortunate politiche matrimoniali.

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