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La nascita dell'Islam in Arabia

La grandezza di Maometto è dovuta, in gran parte, all’essere riuscito ad unificare i clan tribali in cui era organizzata la popolazione dell’Arabia, regione fino ad allora difficilmente controllabile e strategicamente circondata da stati-cuscinetto confederati a Bizantini e Persiani. Alla fine del VI secolo, tuttavia, questi si disgregarono in quanto Bizantini e Persiani entrarono in guerra e ciò provocò l’ulteriore disgregamento delle tribù arabe confederate: solo la Mecca sopravvisse come polo d’attrazione commerciale e religioso, in quanto la Ka’ba accoglieva i culti più disparati e molti erano i pellegrini che venivano a visitarla. Tuttavia, quando la città divenne l’unico centro di riferimento della penisola, la politica di sincretismo religioso che fino a quel momento l’aveva contraddistinta, permettendo la sua fioritura economica e politica, fu messa in discussione e cominciò ad imporsi una corrente monoteista. Secondo le fonti, le rivelazioni avute da Maometto avevano come oggetto la necessità di abbandonare i culti pagani precedenti, per abbracciare una nuova forma di monoteismo che, pur avendo le stesse radici dell’ebraismo e del cristianesimo (Abramo, Mosè e Gesù sono considerati profeti), se ne distaccava in quanto riteneva che essi avessero mischiato altre realtà alla pura sostanza divina. La professione di fede dell’Islam (parola la cui radice indica l’arrendersi all’unico Dio) è infatti molto più radicale ed è sinteticamente espressa nella forma: «non esiste altro Dio all’infuori di Allah e Maometto è il suo profeta». A causa dell’ostilità dei Qurayshiti, il clan tribale dominante e degli ambienti cittadini, nel 622 Maometto e i suoi seguaci furono costretti a migrare a Medina, un’oasi agricola caratterizzata da clan in conflitto e da una nutrita comunità ebraica. Dopo essere riuscito a mediare le contese locali e ad eliminare la comunità ebraica, i cui membri furono giustiziati o esiliati, Maometto fondò ufficialmente una nuova comunità e per questo l’anno dell’egira, cioè dell’emigrazione, divenne l’anno zero del calendario musulmano. Dopo aver reinterpretato in chiave monoteista il pellegrinaggio a la Mecca e aver condotto otto anni di conflitti con i clan della penisola, nel 630 la città cedette tutta l’Arabia a quel punto risultava dominata da una nuova comunità, non di stampo tribale.
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