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La nascita del diritto civile

Giustiniano fece compilare il Corpus iuris civilis per mettere ordine nel confuso sistema delle norme giuridiche, nel quale il numero delle costituzioni, dei pareri e delle decisioni imperiali aventi valore di legge era cresciuto a dismisura. Accanto alle decisioni imperiali (leges) bisognava tenere conto delle opinioni dei giuristi, alcune ormai superate. Giustiniano, pertanto, decise di procedere a una raccolta di tutte le costituzioni imperiali e di tutti i pareri dei giuristi che dovevano essere considerati vincolati, togliendo quindi valore a tutte le costituzioni e ai testi esclusi dalla nuova opera.

Il Corpus civilis era composto di quattro parti, pubblicate tra il 533 e il 534, ciascuna con un diverso carattere e, nel progetto giustiniano una diversa funzione.
Nonostante la sua natura composita, il Corpus si presentava come un discorso unitario elaborato direttamente dall’imperatore ed era strutturato così:

1. Il codice (Codex) è la raccolta da tutte le costituzioni che dovevano essere considerate ancora in vigore.
2. Il Digesto (Digesta seu Pandectae) è la parte in cui vennero riuniti per materia ( per esempio matrimonio, contratti, proprietà ecc) i frammenti delle opere dei giuristi classici ritenuti attuali o adattabili alle regole vigente.
3. Le Istituzioni (Institutiones) erano un libro di testo destinato agli studenti del primo anno di giurisprudenza, contenete le nozioni fondamentali del diritto privato.
4. Le Novelle (il cui titolo completo era Novellae constitutiones, cioè “Nuove costituzioni”) sono la raccolta delle costituzioni emanate da Giustiniano dopo il 534.

L’importanza della compilazione giustinianea per la storia giuridica occidentale è immensa. A partire dall’XI secolo, infatti (dopo i secoli delle invasioni barbariche e con il sorgere dei comuni), il diritto ricominciò a essere studiato e applicato in Europa, e i principi giuridici da applicare ai diversi casi concreti vennero estratti dall’opera di Giustiniano. Attraverso i secoli, questi principi sono stati accolti nelle grandi codificazioni europee, e in particolare nel Codice civile francese (voluto da Napoleone e pubblicato nel 1804), in quello tedesco, in quelli italiani preunitari e infine nel Codice civile italiano tuttora vigente. Il Corpus ha inoltre esercitato una notevole influenza sul diritto anglosassone (il cui sistema è peraltro assai diverso da quello dei paesi di tradizione romana). Altri paesi nei cui codici civili è ancora oggi rintracciabile l’influsso del diritto romano sono la Svizzera e la Turchia.

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