Nyxante di Nyxante
Ominide 325 punti

La nascita dei comuni


Data la grande crescita demografica del XII secolo e la relativa crescita economica delle città, si presenta il bisogno di una migliore organizzazione politica; è da questa esigenza dei cittadini che nascono le assemblee (o consigli): esse eleggono due o più consoli che andranno a effettuare le scelte prese all'intorno dell'assemblea.
Così, quindi, le città diventano comuni: sono autonome, hanno un proprio esercito e sono capaci di raccogliere i tributi dai cittadini.
Questo accade un po' in tutta Europa, ma in Italia centro-settentrionale si accentua particolarmente perché l'influenza imperiale è leggera, quasi del tutto assente, non in grado di imporre la sua supremazia per bloccare la presa di autonomia di questi piccoli centri di potere.
Man mano i comuni iniziano a ingrandirsi, conquistando terreni al di fuori delle mura della città, sottomettendo i signori dei feudi e imponendogli i tributi, questo porterà allo spostamento dei signori nelle zone urbane, perché cercheranno comunque di far sentire la loro voce nelle assemblee.
I comuni stavano perciò diventando sempre più un aggregato di persone di diversa estrazione sociale e politica, iniziarono quindi a esserci numerosi scontri tra cittadini. Per limitarli eliminano i consoli, sostituendoli con un unico podestà. Questo è estraneo al comune ed è in carica per poco tempo (6-12 mesi).
Hai bisogno di aiuto in Storia Medievale?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Potrebbe Interessarti
Registrati via email