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Nascita delle arti e la situazione a Firenze


Le arti nascono come associazioni di persone che svolgevano il medesimo mestiere più o meno in tutta Europa e quindi anche in Italia a partire dal XII. Le arti si suddividevano in arti maggiori, come mercanti e giudici, mediane, principalmente l’artigianato, minori, gli artigiani specializzati, come gli orafi.
Nella “bottega” si distinguevano i maestri e i discepoli, più i soci, operai stipendiati, e l’apprendimento del mestiere iniziava a 12 anni e prevedeva un lunghissimo tirocinio. Compito delle arti era quello di regolare l’orario di lavoro, i prezzi e la qualità della merce venduta dai consociati e il controllo delle frodi. Altra prerogativa delle arti era quella del mutuo soccorso, ovvero l’assistenza alle vedove e agli orfani o in caso di malattia. Tuttavia come in tutto il mondo civile del tempo si delinearono motivi di divisione, a seconda che l’una o l’altra arte fosse a favore dell impero o della chiesa, e quindi di fazione guelfa o ghibellina.

In un certo senso possiamo dire che gradualmente le arti presero il potere nelle città, determinando un potere di tipo oligarchico. La divisione guelfi (papa) e ghibellini (impero) si affermò più o meno in tutta Italia, anche al meridione con il fenomeno dei vespri siciliani. Ma fu a Firenze che raggiunse il vero culmine, infatti i guelfi attraverso il Consiglio dei priori delle arti, avevano precluso ai nobili e inizialmente anche agli appartenenti alle arti mediane, l’accesso alla vita politica. Solo successivamente sarà ammessa la partecipazione delle arti mediane e ai componenti della nobiltà stessa purché fossero iscritti a un arte. I guelfi successivamente si divisero a loro volta in bianchi e neri, dopo che ci fu uno scontro per come gestire i beni sequestrati ai ghibellini.
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