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Regni nel Medioevo



Gli stessi secoli alcuni stati europei formarono l’ossatura istituzionale destinata a permanere fino ai tempi moderni. Italia meridionale e in Sicilia: qui un nucleo di guerrieri Normanni conquistò un vasto territorio appartenete a Bisanzio e all’Islam, creando un regno nel 1130; pur avendo introdotto le istituzioni feudali, il potere rimase saldamente nelle mani del re.
Penisola Iberica: qui la formazione dello stato e i poteri del re assunsero configurazioni differenti nei diversi regni. 22 Francia: la monarchia capetingia, con Filippo Augusto (1180-1223) ampliò i suoi domini, annettendo diverse regioni e combattendo contro l’Inghilterra. In questi anni si affermerà il principio per il quale il re è legittimato a emanare ordinanze valide per l’intero regno, senza la necessità dell’assenso dei vassalli locali: a tal fine, di richiedeva che l’ordinanza fosse approvata dalla maggioranza dei grandi del Regno. Nella metà del ‘200 nascerà il Parlamento di Parigi, quale corte di ultima istanza, dalle sentenze del quale non si poteva appellare neppure il re. Il modello romano, il modello canonico di organizzazione gerarchica della giustizia come mezzo per l’accentramento, lo stesso diritto feudale sono alcuni degli strumenti, insieme alle guerre e alle alleanze matrimoniali, che consentirono in un secolare ciclo storico di ampliare i confini della Francia. Nella sua opera di edificazione dello stato, la monarchia francese si è avvalsa di strumenti di governo, di modelli storici e di tecniche giuridiche. Tra gli strumenti di governo vi sono:

a. la concorrenza: prassi che consiste nell’affiancare ai poteri tradizionali (giustizia signorile, autorità ecclesiastiche), l’esercizio di funzioni pubbliche da parte di ufficiali del re dotati di mezzi d’intervento privilegiati.
b. La gerarchia: il principio gerarchico operò con gli strumenti tecnici dell’avocazione e soprattutto dell’appello. Tramite l’avocazione, il re e le sue magistrature intervenivano dei casi più delicati e rilevanti: modello offerto dall’organizzazione della giustizia della Chiesa.
c. La specializzazione: il moltiplicarsi delle competenze regie impose una progressiva differenziazione delle attività giudiziarie, amministrative, fiscali e militari. Un aspetto essenziale di queste precoci manifestazioni della statualità consiste negli strumenti utilizzati per affermare il controllo dei sovrani sul territorio. Fondamentale è lo strumento della giurisdizione: attraverso le magistrature di nomina regia, i sovrani regolano i poteri e i rapporti tra i diversi corpi in cui si articola la società civile. Inoltre la complessità crescente delle funzioni delle nuove magistrature specializzate, richiese la presenza di personale dotato di competenze tecniche: la formazione giuridica divenne pertanto indispensabile per l’esercizio di molte funzioni pubbliche.