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Le nuove forme di pagamento

Le tecniche di trasferimento e di scambio del denaro conobbero diverse fasi di sviluppo. L'innovazione più importante fu l'uso della lettera di cambio, utilizzata dai genovesi nel XII secolo ma diffusa dai fiorentini. Si trattava di un documento sostitutivo del denaro liquido: in cambio di una somma di denaro, si riceveva una lettera con la quale colui che aveva ricevuto il denaro si impegnava a pagare la somma in un altro luogo e con altra moneta (il giroconto). Si semplificava così enormemente il lavoro ai mercanti e soprattutto venivano eliminati i disagi o i pericoli che si incontravano con il trasporto di denaro contante, il rischio di furto, la distruzione, il peso delle monete.
Dalla lettera di cambio è derivata poi la cambiale, che rappresenta una promessa di pagamento a una scadenza e in un luogo determinati. Un ulteriore perfezionamento fu l'introduzione della girata: la lettera di cambio, inizialmente destinata a un solo creditore, poteva essere "girata", cioè data per essere incassata, a un altro, che non aveva magari alcun rapporto con colui che l'aveva emessa. Si trattava, da una parte, di un anticipo della carta-moneta; dall'altra, si prefigurava l'assegno bancario, che vide però la luce assai più tardi, in Inghilterra nel 1828.

L'organizzazione delle aziende commerciali e artigiane conobbe un'evoluzione. Era ormai indispensabile tenere una contabilità sempre aggiornata delle aziende. Nel XIV secolo si cominciò a utilizzare la contabilità a partita doppia: due colonne (dare e avere) affiancate, in cui venivano segnate tutte le operazioni finanziare di entrata e di uscita di denaro (acquisto merce, pagamento con lettere di cambio, salari ecc.)

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