Ominide 1144 punti

I luoghi del sapere

Nel medioevo i luoghi del sapere erano:
1) Monasteri;
2)Corte;
3)Comune.


Monasteri: Erano diffusi in tutta europa a partire dal sesto secolo. La chiesa è l’unica a riuscire a contrastare le invasioni barbariche. I monasteri avevano attorno delle terre coltivate dai monaci. Diventano molto importanti dal punto di vista economico e culturale. I monaci che copiavano a mano i testi, venivano chiamati ammanuensi. I codici (manoscritti formati da fogli di pergamena) venivano conservati nelle biblioteche dei monasteri. Alla fine di un'anarchia generale avvenuta in primo luogo, sorgono le corti. Durante l’impero romani si parlava il latino. Con l’arrivo dei barbari diverse regioni romane vissero un periodo di isolamento e il latino rimase solo in alcuni territori, mentre negli altri veniva parlata una lingua che è il substrato della lingua precedente con la lingua degli invasori.

I primi documenti in volgare sono: ‘Il giuramento di Strasburgo’ (842) fatto in francese e tedesco, ‘L’indovinello Veronese’ (8°-9° sec.) e ‘placito Capuano’ (960).

Corte: Le corti non erano altro che i castelli disposti in modo più accogliente in cui iniziano a risiedere le persone strette del signore. Compare la figura del giullare e l’artista di corte che ricevevano vito e alloggio in cambio delle loro prestazioni.

Hai bisogno di aiuto in Storia Medievale?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email