Concetti Chiave
- L'espansione romana ha imposto la lingua latina ai popoli conquistati, sostituendo progressivamente gli idiomi locali.
- Dopo la caduta dell'impero romano nel 476 D.C., i linguaggi autoctoni riemergono, mescolandosi con elementi del latino.
- Le lingue neolatine sono il risultato della fusione tra il sostrato linguistico locale e le influenze della lingua romana.
- Il processo linguistico è lento, con un intervallo di 600 anni tra la caduta dell'impero e le prime forme di letteratura nazionale.
- La nascita della letteratura è legata alla presenza di un potere politico, ritardando in Italia a causa dell'assenza di un'autorità centrale.
Indice
L'espansione romana e la lingua
Quando Roma intraprese la sua politica espansionistica impose ai popoli conquistati le proprie usanze, la propria cultura e soprattutto la propria lingua, per cui gli idiomi locali vennero, nel corso degli anni, soffocati dalla lingua latina, che si sostituì ad essi.
La caduta dell'impero e le lingue
Quando l’impero romano cadde, nel 476 D. C., venne meno tutta l’impalcatura culturale, oltre che economica e militare, imposta da Roma. Quindi ritornarono a galla, una volta andati via i romani, i linguaggi autoctoni (locali) che però non furono più quelli che erano prima, ma erano mescolati a quanto di romano, o meglio di latino, si era fuso ad essi.
La nascita delle lingue neolatine
Nasce quindi una nuova lingua, nei vari luoghi di denominazione romana, costituita dal sostrato linguistico ( lingua originaria alla base dell’esperienza linguistica dei popoli del posto) più le influenze della lingua romana.
Sette sono le lingue neolatine: l’italiano volgare, il ladino, il francese doil, il francese doc, il rumeno, lo spagnolo e il catalano.
Lentezza del processo linguistico
L’impero romano cadde nel 476 D. C. ,le prime forme di letteratura nazionale si hanno tra il 1000 e il 1100 quindi intercorrono 600 anni (6 secoli). Ciò sta a significare quanto sia lento il processo linguistico.
Letteratura e potere politico
Dobbiamo riflettere che le prime letterature nazionali sono quella francese, quella spagnola e quella scandinava, ovvero quelle che hanno un potere politico costituito.
Ciò significa che la letteratura nasce affiancando il potere politico e la dove non c’è un re o un comune o una forza politica, la letteratura stenta a nascere. Per tanto l’Italia, terra in cui manca un potere politico, la letteratura nascerà in ritardo rispetto agli altri stati e quando nascerà fiorirà in Sicilia, presso la corte di Federico II di Svevia, in Umbria intorno ai monasteri, centri di potere e in Toscana, nei comuni più forti di Firenze.
Domande da interrogazione
- Qual è stato l'impatto della politica espansionistica romana sulla lingua dei popoli conquistati?
- Cosa accadde alle lingue locali dopo la caduta dell'impero romano?
- Qual è il legame tra letteratura e potere politico secondo il testo?
Roma impose la propria lingua e cultura ai popoli conquistati, soffocando gli idiomi locali con il latino, che si sostituì ad essi nel corso degli anni.
Dopo la caduta dell'impero nel 476 D.C., le lingue autoctone riemergono, ma sono mescolate con elementi del latino, dando origine a nuove forme linguistiche.
Le prime letterature nazionali, come quella francese e spagnola, si svilupparono in contesti di potere politico, mentre in Italia, priva di un potere centrale, la letteratura fiorì solo successivamente, in luoghi come Sicilia e Toscana.