Concetti Chiave

  • Dopo la morte di Maometto nel 632, la comunità islamica affrontò una crisi di successione e una rivolta chiamata ridda, causata dal rifiuto di alcune tribù di obbedire ai nuovi leader.
  • Abu Bakr, suocero di Maometto, fu riconosciuto come primo califfo, suscitando opposizione da parte di chi preferiva il cugino Alì come successore.
  • La successione al potere divenne ereditaria con Muawiya, che fondò la dinastia degli Omayyadi e trasferì la capitale a Damasco, cambiando la struttura politica dell'islam.
  • Le lotte per la successione generarono una profonda spaccatura religiosa tra sunniti, che riconoscono il califfo in carica, e sciiti, che sostengono la legittimità di Alì e dei suoi discendenti.
  • Questa divisione religiosa ha radici storiche e persiste ancora oggi, influenzando le dinamiche culturali e politiche nel mondo islamico.

Indice

  1. La crisi dopo Maometto
  2. La questione della successione
  3. La dinastia degli Omayyadi
  4. La spaccatura religiosa

La crisi dopo Maometto

Dopo la morte di Maometto nel 632, la comunità islamica attraversò una grave crisi. Parecchie tribù nomadi dichiararono di non voler più obbedire ai successori di Maometto né pagar loro il tributo, perché la loro sottomissione era stata un patto personale col profeta; ne nacque una rivolta che i cronisti arabi chiamano la ridda, “l’apostasia” (cioè l’atto di rinnegare la propria fede), e che fu sedata solo con difficoltà dai capi musulmani.

La questione della successione

L’altro grande problema, che suscitò violenti scontri fra i seguaci di Maometto, fu proprio quello di stabilire chi dovesse essere a capo dell’islam. Nessuno dopo di lui poteva più chiamarsi “profeta”, perché dal Corano risultava chiaramente che la rivelazione trasmessa a Maometto era l’ultima e definitiva. Abu Bakr, suocero e stretto collaboratore di Maometto, venne riconosciuto come capo dalla maggioranza delle tribù, e assunse il titolo di califfo, che in arabo può significare ‘il successore’ (del profeta) o ‘il rappresentante’ (di Dio sulla Terra). La scelta suscitò l’opposizione di una minoranza che avrebbe preferito trasmettere il potere al parente più prossimo del profeta, suo cugino Alì. Morto di lì a poco Abu Bakr, altri due compagni di Maometto, Omar (634-644) e poi Uthman (644-656), vennero eletti califfi; il quarto califfo fu proprio Alì, che però dovette affrontare la ribellione di un importante capo militare, Muawiya. Il suo regno coincise con una vera e propria guerra civile, che gli storici chiamano la Prima guerra civile araba. Nel 661 Alì fu assassinato; con lui finisce la prima fase nella storia del califfato, l’epoca dei primi quattro califfi, passati alla tradizione come i califfi ben guidati. Con la morte di Alì il califfato andò a Muawiya, che riuscì poi a trasmetterlo ai propri discendenti, rendendo ereditaria anziché elettiva la successione al potere.

La dinastia degli Omayyadi

Nasceva così la dinastia degli Omayyadi (dal nome del clan di Muawiya, i Banu Umayya), che rimase al potere fino al 750. Muawiya trasferì la capitale da Medina – dove i primi quattro califfi avevano mantenuto la sede del potere politico, mentre la Mecca era il centro religioso dell’islam – a Damasco, in Siria.

La spaccatura religiosa

Le lotte per la successione di Maometto produssero una spaccatura religiosa nella comunità musulmana. I sostenitori di Alì non riconobbero la legittimità degli altri califfi: secondo loro Alì era stato l’unico califfo veramente legittimo, e il potere spettava ai suoi discendenti. Così il mondo islamico si divise in due, con una maggioranza che riconosceva il califfo in carica e una minoranza ribelle e dissidente. Questa spaccatura è durata fino ai nostri giorni, anche se oggi il califfo non esiste più: i discendenti della maggioranza sono i musulmani sunniti, un termine che significa all’incirca seguaci della tradizione; i discendenti della minoranza, presenti soprattutto in Iran e Iraq, sono gli sciiti, dall’espressione shi’at Ali, il partito di Alì. Mentre le grandi spaccature del mondo cristiano – fra cattolici e ariani, per esempio, oppure fra cattolici e protestanti – si fondano su divergenze teologiche e una diversa interpretazione dei dogmi e dei riti, la principale spaccatura del mondo islamico ha dunque a che fare con la storia di quell’epoca remota e con la legittimità del potere sulla comunità.

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Domande da interrogazione

  1. Quali furono le conseguenze immediate della morte di Maometto nel 632?
  2. Dopo la morte di Maometto, la comunità islamica affrontò una grave crisi, con tribù nomadi che rifiutavano di obbedire ai successori e pagar loro tributi, dando origine alla rivolta chiamata ridda, o "apostasia".

  3. Chi fu riconosciuto come il primo califfo dopo Maometto e quali furono le sue sfide?
  4. Abu Bakr, suocero di Maometto, fu riconosciuto come primo califfo, ma la sua elezione suscitò opposizione, in particolare da parte di chi sosteneva Alì, cugino di Maometto, portando a conflitti interni.

  5. Come si sviluppò la successione al potere dopo la morte di Alì?
  6. Dopo l'assassinio di Alì nel 661, il califfato passò a Muawiya, che rese la successione ereditaria, dando inizio alla dinastia degli Omayyadi, che governò fino al 750.

  7. Qual è stata la principale spaccatura religiosa all'interno della comunità musulmana?
  8. Le lotte per la successione di Maometto causarono una divisione tra sunniti, che riconoscevano i califfi in carica, e sciiti, che consideravano Alì l'unico califfo legittimo, una spaccatura che persiste ancora oggi.

  9. In che modo la spaccatura tra sunniti e sciiti differisce dalle divisioni nel cristianesimo?
  10. A differenza delle divisioni cristiane, che si basano su divergenze teologiche, la spaccatura tra sunniti e sciiti è radicata nella storia e nella legittimità del potere all'interno della comunità islamica.

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