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Imperatore Teodosio

Teodosio arrivò al trono nel379,un anno dopo la sconfitta ad Adrianopoli dell’esercito romano da parte dei Visigoti e in cui lo stesso imperatore Valente era stato ucciso in battaglia.
Innanzitutto,egli si accordò con i Visigoti, consentendo loro di potersi stabilire entro i confini romani, nella Mesia (corrispondente all’incirca all’attuale Serbia e Bulgaria) con lo status di foederati, cioè di alleasti dell’Impero. Successivamente riuscì a pacificare l’ Impero, dove, in Occidente continuava la lotta fra gli usurpatori ed i pretendenti alla corona, restando così il solo capo dell’ Oriente e dell’ Occidente. Grazie a Teodosio, l’Impero si trovò riunito nelle mani di un unico sovrano, potendo godere così di un lungo periodo di pace interna. La figura di Teodosio ebbe anche riflessi religiosi, poiché gli usurpatori contro cui in Occidente avevano trionfato si appoggiavano all’elemento pagano,mentre la lotta di Teodosio era anche una lotta per diffondere e consolidare il Cristianesimo. Infatti per eliminare le ultime resistenze del paganesimo,nel 380, egli emise l’ Editto di Tessalonica, che prevedeva delle pene contro le pratiche religiose diverse dal Cristianesimo. Nonostante questo, la regione pagana continuò a sopravvivere nei villaggi più remoti e fra la popolazione più rozza. Poiché i villaggi in latino si chiamavano pagi, il termine paganus (= abitante dei villaggi) passò ad indicare i pagani, cioè coloro che adoravano degli idoli. Nel 381, convocò il concilio di Costantinopoli con cui fu ribadita la condanna dell’arianesimo, già avvenuta nel concilio di Nicea e al vescovo di Roma fu riconosciuta la supremazia su tutti gli altri vescovi, nonostante le resistenze dei patriarchi orientali. Con Teodosio, anche l’esercito acquistò una nuova forma: sempre più numerose erano le tribù barbare che venivano arruolale all’interno dell’esercito romano come mercenari stranieri in cambio di ricompense in denaro o in natura, esonerando così i coloni dal servizio militare. Un esempio ci è fornito dai Visigoti, comandati dal re Alarico a cui in compenso del servizio militare a favore dei Romani l’imperatore concedeva l’hospitalitas, ovvero il diritto di appropriarsi di un terzo delle case e delle terre dove essi si stanziavano. In questo modo, intere porzioni del territorio romano passarono sotto il controllo di popolazioni barbariche e quindi primitive. Col tempo, addirittura, gli alti gradi dell’esercito furono ricoperti da barbari la cui presenza era anche frequente negli ambienti di corte.
Alla morte di Tedosio, l’Impero fu diviso in Occidente ed Oriente fra i due figli, Arcadio e Onorio, ognuno dei quali aveva a fianco un primo ministro e comandante supremo di origine barbarica, il goto Rulino in Oriente e il vandalo Stilicone in Occidente.
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