Genius 13137 punti

L’immobilismo della società

La società medievale fortemente gerarchizzata e statica; i vari ceti sociali sono come delle caste chiuse. Essi sono fondamentalmente: l’aristocrazia feudale, che è una casta di origine guerriera, dedita all’esercizio delle armi, da cui ricava potere e prestigio; il clero, che, oltre alle funzioni propriamente religiose, rappresenta anche il ceto intellettuale, depositario della conservazione del patrimonio culturale e della sua trasmissione; i contadini, destinati alla produzione di quei beni materiale che sono necessari al sostentamento; essi sono di condizione servile, legati alla terra che lavorano e privi di ogni libertà e di ogni diritto personale (servi della gleba); la loro condizione si tramanda di padre in figlio e non può essere riscattata. Alle tre classi fondamentali si possono aggiungere gli artigiani (falegnami, fabbri, maniscalchi..ecc) e i mercanti, destinati con il passare dei secoli ad acquistare sempre maggiore importanza con il progressivo crescere degli scambi.

Le funzioni di queste classi sono rigidamente definite ed ogni individuo fa parte del ceto di appartenenza. Non esistono forme di mobilità, per le quali l’individuo, grazie alla sua capacità e alla sua energia, possa innalzarsi a gradini più alti della scala sociale. Passaggi di classe possono darsi solo in forma di cooptazione: così avviene quando elementi dei ceti inferiori entrano nelle strutture ecclesiastiche (monasteri, ad esempio).
Questa struttura sociale è ritenuta immutabile, in quanto rispondente al disegno provvidenziale che regola l’universo. Si pensa che Dio stesso abbia voluto la società distinta in tre “oridni” (dal latino ordo, classe sociale): quello dei guerrieri (bellatores), quello dei sacerdoti (oratores, da orare, pregare) e quello dei contadini (laboratores) a ognuno dei quali è assegnata una funzione ben precisa: combattere, pregare, coltivare la terra. Si è convinti che solo questa distinzione consenta un buon funzionamento dell’organismo sociale; non solo, ma si ritiene che questa struttura trinitaria corrisponda alla trinità di Dio, e che quindi la società terrena rifletta la struttura del regno celeste.
L’organizzazione sociale ha un carattere sacrale, e di qui deriva la sua immutabilità sacrilega.

Hai bisogno di aiuto in Storia Medievale?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email